Pd 2.0, Rondolino: "Dopo il Lingotto Pd è partito della sinistra contemporanea"

14 marzo 2017 ore 14:14, Andrea De Angelis
Pd 2.0, Rondolino: "Partito della sinistra moderna. Anche Dc era centrosinistra"

A scissione avvenuta (ma si può sempre, forse, tornare indietro) e dopo il Lingotto (con grande attenzione ai presenti) che futuro attende il Partito Democratico? Ci sarà un Pd 2.0, da punto e a capo? E soprattutto verso quale tipo di partito si va, considerando anche i tre candidati alle primarie del prossimo mese? IntelligoNews lo ha chiesto al giornalista Fabrizio Rondolino...

Dopo il Lingotto c'è chi dice che avremo un Partito radicale di massa, oppure tornerà l'idea di Partito della nazione o ancora un soggetto politico liberale e progressista. Quale, se ce n'è uno, di questi?
"Mi permetto di sorridere nel sentire le ipotesi. Partito radicale di massa mi piace molto, ma solo perché ha parlato la Bonino? A questo elenco si potrebbe aggiungere allora il Partito social-democratico classico, perché alcune idee sulla redistribuzione del reddito, sulla crescita, sulle politiche dell'occupazione sono patrimonio della sinistra europea. Però questo gioco delle etichette... utilizziamo categorie novecentesche, che per carità hanno grande dignità e importanza. Però faticano a descrivere la situazione odierna". 

Pd 2.0, Rondolino: 'Dopo il Lingotto Pd è partito della sinistra contemporanea'
Come chiamerebbe allora il Pd?

"Il partito della sinistra moderna, della sinistra contemporanea. Naturalmente dentro ci sono tradizioni antiche e più recenti, che confluiscono e si confrontano. Però una singola etichettatura secondo me aiuta poco". 

Nel partito della sinistra moderna come conciliare ad esempio la figura di Marchionne?
"Marchionne non è iscritto al Pd, ma il partito è dell'opinione che gli imprenditori servono a creare occupazione e sa benissimo che senza occupazione non c'è ricchezza. Dunque la funzione sociale di Marchionne, come di qualsiasi altro imprenditore, è assolutamente evidente. Poi c'è stata un'altra citazione, già cara a Veltroni, ovvero quella di Olaf Palme: "Noi combattiamo la povertà, non la ricchezza". Anche questa è una totale ovvietà, poi in Italia dove c'è pure il pauperismo piuttosto che una specie di anti-capitalismo Anni '70, non so bene neanche come definirlo, potrà pure non esserla, ma per me è del tutto evidente che qualsiasi partito di sinistra ha buoni rapporti con la classe imprenditoriale. Se non ci fossero gli imprenditori non ci sarebbero neanche i lavoratori e se non ci fossero i lavoratori saremmo tutti nelle caverne...".

L'idea di non mettere gli imprenditori contro gli operai è stata ripetuta decine di volte da Bersani. 
"Certamente, non a caso il Partito comunista questo problema lo aveva già risolto negli Anni '50, era ancora vivo Togliatti". 

Nè Partito radicale di massa, nè della nazione. Come risponde invece a chi accusa Renzi di fare una nuova Dc?
"Così torniamo di nuovo alle etichette e al nominalismo. Un dibattito che ha affascinato tutto il Medioevo, se le cose esistessero in sé e fossero soltanto dei nomi. Battute a parte, anche la nuova Dc non so cosa voglia dire. La Dc nella storia italiana è stato un grande partito di centrosinistra, che ha garantito il progresso sociale ed economico. Benessere e giustizia sociale. Però credo che non c'entri assolutamente niente. La Dc era il partito filo-atlantico in un mondo diviso in due, legato fin dal nome alla cultura cattolico-sociale che oggi è soltanto una delle culture della sinistra, quindi il paragone lo trovo campato per aria". 

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