Chikungunya, parla virologo Aiuti: ''Disinfestazione Raggi tardiva, non all'altezza della situazione''

14 settembre 2017 ore 12:22, Stefano Ursi
Si è scatenata una forte polemica relativamente a quello che in molti, ormai, definiscono 'allarme Chikungunya'. A Roma e nel vicino comune di Anzio, nelle ultime settimane, sono stati registrati 17 casi accertati della malattia virale, che si trasmette tramite la puntura di alcune specie di zanzara e i cui sintomi sono simili a quelli dell’influenza, spesso con forti dolori articolari e in alcuni casi con alcune complicazioni. Alla sindaca Raggi, che ha firmato l'ordinanza per la disinfestazione sono arrivate critiche soprattutto dalla Ministra della Salute Beatrice Lorenzin: ''Siamo molto preoccupati per la situazione Chikungunya – ha detto prima che Raggi firmasse l'ordinanza. Il Comune di Roma proceda subito alle disinfestazioni. È passato troppo tempo dalla prima richiesta di intervento da parte della Asl che risale al 7 settembre''. Anche il presidente della Regione Zingaretti si è espresso in maniera critica. Il Comune ha ribattuto, rimandando al mittente le accuse di ritardi: ''Stamattina (ieri mattina, ndr) gli operatori di Roma Capitale erano già sul campo per sopralluoghi e interventi in merito alle disinfestazioni''. Su questo IntelligoNews ha sentito il prof. Ferdinando Aiuti, virologo.

Chikungunya, parla virologo Aiuti: ''Disinfestazione Raggi tardiva, non all'altezza della situazione''
il prof. Fernando Aiuti
Come vede le critiche della ministra Lorenzin e del presidente Zingaretti a Raggi sull'ordinanza di disinfestazione? Dicono che è stata fatta in ritardo. Anche se il Comune risponde che non è così.

''Guardi, gli aspetti sono due: il primo quello che riguarda il blocco delle donazioni di sangue, bloccate prima solo ad Anzio e poi nella Asl RM2 da parte della Regione Lazio che è l'unica ad avere le competenze, assieme al Ministero della Salute come parere e all'Istituto Superiore di Sanità, a livello di sanità pubblica. Mi sento di criticare in parte questa decisione perché bloccarle, con una città di 3,5 milioni di abitanti, solo in una parte, sebbene importante perché ci vivono un milione persone, è un errore. Chiaramente la città non è mica delimitata, le persone si spostano. Non ho mai sentito che per in relazione ad una decisione una città venga spezzata in due o tre parti. Se si deve bloccare lo si faccia in tutto il Comune. E si tratta, secondo me, anche di una decisione abbastanza tardiva. Il secondo aspetto è quello della critica alla sindaca Raggi, sulla quale sono d'accordo con Zingaretti e Lorenzin, perché le misure di intervento che andavano prese per la disinfestazione per il Chikungunya sono state sicuramente tardive. Lei dice di aver fatto l'intervento ma parla di quello ordinario, ovvero quello da aprile a novembre, perché è relativo ad una situazione normale. Dunque mi pare non si sia all'altezza della situazione. Di fronte ad una situazione di allarme e pure di anormalità, come quella caratterizzata da un inizio di epidemia in una città che sta a 50 km, la sindaca doveva fare subito la disinfestazione straordinaria''.

L’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari, come si legge, ha detto che la bonifica dalla zanzara tigre é stata rallentata a causa dell’allerta meteo nella Capitale lo scorso weekend, in quanto con il maltempo sarebbe stata inefficace. Secondo lei?

''Ci sono vari modi di fare disinfestazione, quella per gli spazi aperti e quella, invece, per i tunnel, i ponti e altre aree coperte: non è che questa attività si fa solo ed esclusivamente all'aperto. E comunque si poteva rifare due volte. Mi pare una scusa piuttosto banale. Tra l'altro per me l'ordinanza relativa alla disinfestazione per la zanzara tigre del Comune di Roma è sbagliata, perché fa riferimento al fatto che tutte le persone devono fare la disinfestazione nei propri orti e giardini: c'è un lavoro scientifico recente che spiega l'80-90% dei privati non la fa. Quella che deve essere fatta è quella pubblica, se poi non hanno i soldi per farla questo è un altro discorso. Le critiche sono a tutti i livelli. Poi mi permetto di ribadire ciò che anche da voi spesso ho detto: quando ci sono degli allarmi si tende sempre a minimizzare. Dai politici ai giornali. Invece le cose vanno fatte tempestivamente, rapidissime. Sulla Chikungunya occorre intervenire, perché i casi stanno aumentando ed è prevedibile che se ci sono stati casi nel territorio dell'Asl RM2, ne arriveranno anche nelle altre Asl. Si continuano a prendere delle decisioni parziali, provvisorie. Il discorso però, tralasciando un momento la questione Chikungunya, va allargato a livello nazionale".

A cosa allargherebbe il discorso? 

"Anche a livello nazionale, a livello complessivo i vari governi che si sono succeduti non hanno fatto nulla per tutelare la salute pubblica: penso alla situazione ambientale, al clima che è cambiato e anche all'arrivo di persone da fuori con i loro bagagli non controllati, turisti italiani ovviamente ma anche immigrati. Il 60% di chi arriva in Italia da altri Paesi rifiuta l'identificazione, quindi anche i controlli sanitari. Ma di che parliamo? Chi viene da un Paese straniero può capitare che porti con sé anche qualche patologia. Allora vanno stabiliti dei controlli sanitari: costa, lo so però vanno fatti. Come i vaccini anche a chi arriva: noi obblighiamo, giustamente e io sono favorevole, i nostri genitori a vaccinare i loro bambini altrimenti non hanno accesso a scuola. Chi gira in Italia per lungo tempo prima di integrarsi, c'è qualcuno che controlla se sono vaccinati? Non lo so, ma credo di no. Basta con questo buonismo senza controlli: può andare bene ma fare le cose con calma e organizzazione, pensando alla salute e ad accogliere se c'è posto. Ora lo dice anche il Papa, io lo dico da cinque anni''. 

Qual è il periodo giusto per la disinfestazione? Come e quante volte va fatta?

''Il periodo in cui va iniziata la disinfestazione è aprile ma va continuata regolarmente, non solo due volte. In caso di epidemia va fatta ogni mese e con una modalità che blocca le larve, con dei larvicidi. E poi c'è una cosa che alle persone va detta: non è che la disinfestazione, anche fatta bene, azzeri il rischio, ma lo riduce solo del 40-50%. Purtroppo non si riesce, anche se promossa in tutta la città, ad arrivare dovunque il restante 50% rimane e dobbiamo ringraziare il clima secco che c'è stato finora. Ovviamente la questione è esplosa con le prime piogge, altrimenti se avesse piovuto ad aprile, maggio e giugno ci saremmo trovati in una situazione peggiore''.

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autore / Stefano Ursi
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