Caso Noemi, Bruzzone: "C'erano segni premonitori, lui lucido. Colpita da genitori in video..."

14 settembre 2017 ore 17:16, Americo Mascarucci
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha avviato tramite l'ispettorato accertamenti preliminari sulla procura per i minorenni di Lecce sul cui tavolo c'erano le segnalazioni della mamma di Noemi Durini contro il fidanzato 17enne della ragazza, che ha confessato l'omicidio. Gli ispettori del ministero dovranno verificare se l'omicidio della 16enne poteva essere evitato. Che potesse essere evitato ne è convinta la criminologa Roberta Bruzzone intervistata da Intelligonews.
Caso Noemi, Bruzzone: 'C'erano segni premonitori, lui lucido. Colpita da genitori in video...'

Si parla in queste ore di tragedia annunciata. La stessa Noemi pare avesse postato sui social messaggi che lasciavano intendere come lui fosse violento. I genitori lo avevano capito da tempo. Perché dunque non si è riusciti a salvarla?

"Bella domanda! Qui ci sono state tutta una serie di azioni da parte dei genitori della ragazza rivolte a tentare di tutelarla anche con la presentazione di una denuncia-querela contro il presunto assassino. Hanno segnalato una serie di comportamenti violenti che lasciavano palesare il rischio di un omicidio, hanno cercato in tutti i modi di sorvegliare la figlia. Purtroppo questi amori malati vengono spesso alimentati da entrambi i membri della coppia, per finire sempre con l'epilogo tragico della richiesta dell'ultimo incontro. Ma qui i segni premonitori c'erano tutti, anche perché ci sono dei genitori molto attenti e super attivi. Purtroppo le mancanze in questa storia temo siano da attribuire agli inquirenti. Non mi riferisco nello specifico alle forze di polizia che hanno spesso le mani legate, piuttosto ai magistrati che avrebbero dovuto in qualche modo imporre delle misure preventive a carico di questo ragazzo. Qui invece non c'era neppure un banale divieto di avvicinamento". 

Quindi fa bene il ministro Orlando ad inviare gli ispettori a Lecce?

"Ritengo proprio di sì, in Italia c'è spesso una colpevole sottovalutazione di certi scenari. E gli unici che possono prendere misure coercitive contro soggetti potenzialmente pericolosi sono solo e soltanto i magistrati. Anche perché ho seguito ieri sera l'intervista ai genitori di questo ragazzo andata in onda a Chi l'Ha Visto? e devo dire che appariva palese l'inadeguatezza di queste persone a ricoprire il ruolo genitoriale e a gestire le problematiche del figlio".

C'è chi vede similitudini fra il caso Noemi e quello di Sarah Scazzi. Anche per lei esistono analogie?

"Assolutamente no. Indubbiamente intravedo un possibile coinvolgimento del padre, anche perché nell'intervista andata in onda ieri sera su Raitre alcuni passaggi mi hanno colpito. Soprattutto il fatto che parlasse di Noemi al passato come se avesse la certezza che fosse morta ancor prima di sapere del ritrovamento del corpo. Mentre lo ascoltavo mi si gelava il sangue. Poi portava una serie di argomenti che oggi guarda caso vengono cavalcati dalla difesa del ragazzo in maniera davvero inquietante. Per questo ritengo necessario un approfondimento investigativo sul possibile ruolo svolto dal padre".

Il presunto assassino dopo la confessione è uscito dalla caserma sbeffeggiando la folla inferocita. Che sta a significare? Forse un tentativo di farsi passare per incapace di intendere e di volere?  

"Che questo ragazzo abbia dei seri problemi lo certificano i tre trattamenti sanitari obbligatori cui è stato sottoposto recentemente. Parliamo di un ragazzo di 17 anni con problematiche di evidente interesse psichiatrico serio, ma comunque non in grado di influenzare la sua capacità di autodeterminazione. Per altro i moventi fino ad ora ipotizzati da parte sua sono moventi che testimoniano una lucidità ad uccidere, non certo una psicopatologia. Il fatto che mostrasse un atteggiamento di sfida nei confronti della folla e quasi gustasse proprio il momento del confronto con la piazza senza mostrare il minimo senso di colpa, è l'esempio evidente di una personalità abnorme ma comunque capace di intendere". 

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