Gf Vip 2, Adinolfi difende Predolin: "LGBT bravi a costruire un sistema di vittimismo artificiale"

14 settembre 2017 ore 16:26, Giuseppe Tetto
Offensivo e inopportuno. Così Imma Battaglia, uno dei leader del movimento Lgbt, ha definito Marco Predolin che durante il GF Vip ha usato parole sgradite sugli omosessuali. L’ex conduttore televisivo in riferimento al modo di vivere e di esternare il proprio orientamento sessuale, aveva detto che “non tutti i gay vogliono far le donne, molti rimangono normali”. Da qui la bufera. Intelligonews ha voluto analizzare le reazioni del mondo Lgbt con il leader del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi

Gf Vip 2, Adinolfi difende Predolin: 'LGBT bravi a costruire un sistema di vittimismo artificiale'
Cosa pensa del caos creato dalle parole di Predolin al GF Vip?
 
“Io non seguo il GF Vip e tanto meno so chi è Predolin, ma la frase ovviamente va contestualizzata. Mi pare evidente che si voglia far parlare della trasmissione giocando su queste divisioni, anche con la presenza di Malgioglio, noto esponente dello spettacolo omosessuale che ha anche una sua originalità. Si vuole fare pubblicità al programma piuttosto che fare una discussione seria su questi temi. Mi meraviglio che tutto il mondo Lgbt voglia sempre costruire battaglie di carta pesta. Si fa solo un gran fumo per tirare su un teatrino che interessa a pochi”.  

Quindi secondo lei è una bufera costruita ad hoc? 
“È sempre la stessa storia: succede che uno discuta con un omosessuale per qualsiasi ragione ed è sempre un atto di omofobia, succede che qualcuno dia uno spintone a un omosessuale ed è una reazione omofoba, succede che uno dica una frase come questa e si alza una bufera mediatica. Andando a fondo, si scopre alla fine che non c’è nessun allarme a cui gridare. Diciamo che le associazioni Lgbt sono sempre molto brave a far parlare di sé, a costruire un sistema di vittimismo artificiale, attraverso il quale ottenere vantaggi per le proprie posizioni. Questo è un gioco stucchevole che va smontato. E loro fanno leva anche attraverso i giornalisti, alcuni compiacenti e vicini alle loro battaglie”.
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