Caso Fedeli e Moretti: "Donne del Pd? Specchio del Paese che ama la bugia. Ora il ministro lasci"

15 dicembre 2016 ore 13:27, Americo Mascarucci
Divampano in queste ore le polemiche su due donne del Pd: il neo ministro Valeria Fedeli per la vicenda della finta laurea e Alessandra Moretti, capogruppo del Pd nel Consiglio regionale del Veneto, che avrebbe motivato la sua assenza alla discussione sulla Legge di Stabilità per problemi di salute, mentre si sarebbe trovata in India per partecipare ad un matrimonio.
Ma quanto sono gravi realmente le bugie in politica?
Intelligonews lo ha chiesto allo scrittore Fulvio Abbate.

E' più grave che un ministro abbia mentito su una laurea o che una non laureata faccia il ministro dell'Istruzione?

"E’ grave che abbia mentito. Il caso di Oscar Giannino era una forma di fantasia futurista perché c'era del meraviglioso nel fatto che vantasse un master mai conseguito. Ogni volta che lo incontro gli dico: "spero di vederti alla tua festa di laurea", che sarà ovviamente una falsa festa visto che non c'è motivo che consegua la laurea. Nel caso della ministra Fedeli correttezza istituzionale vorrebbe che, dopo aver ammesso l'errore, rassegni le dimissioni. Siamo infatti in presenza di una mentalità da costume piccolo borghese, lo stesso costume di chi prova orgoglio quando, pur non essendo laureato, si sente chiamare dottore o dottoressa dal parcheggiatore. Sarebbe bastato dire di essere un assistente sociale, professione per altro degnissima, e il problema non si sarebbe posto. Quello delle finte lauree del resto è un problema che io conosco da vicino avendo avuto un parente che millantava di essere un chirurgo estetico. Quando i Carabinieri lo hanno arrestato, hanno provato un senso di ammirazione per quanto sapesse essere convincente".

E nel caso della Moretti invece? C'è un'attitudine a mentire per le donne del Pd ?

"Chiunque di noi è portato a mentire. Ad ognuno sarà capitato di darsi ammalato per non andare ad un appuntamento. L’etica di Max Weber è assente nel nostro Paese dove vale il principio "al suo posto tu ti saresti dimesso?". Ognuno insomma si immedesima nell'altro accorgendosi alla fine di essere come lui. Questo è un Paese che ama la bugia, la giustifica perché tutti si giustificano".

E sul ministro Boschi che aveva annunciato di lasciare la politica in caso di sconfitta al referendum e invece si ritrova al Governo più forte di prima?

"Boschi si sarebbe dovuta dimettere immediatamente. Nel suo caso siamo in presenza di una protervia da ideologia dominante, un'ideologia che ci porta a ritenere che ciò che conta in politica e nella vita non è il lavoro che si è svolto e i risultati effettivamente conseguiti, ma il successo personale. La Boschi non può mettere in discussione il suo successo e l'investimento fin qui fatto. Renzi avrebbe dovuto licenziarla subito dopo i risultati elettorali ma non lo ha fatto, perché lui e la Boschi hanno la stessa visione ideologica suddetta".
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