Asse Lega-M5S, G.Chiesa: "Salvini troppo tattico, favorito da politici insulsi"

15 giugno 2017 ore 14:15, Americo Mascarucci
La Lega Nord sembra decisa a sacrificare l'antieuropeismo fin qui praticato anche con importanti risultati in termini elettorali per favorire il dialogo con il centrodestra e l'alleanza nel momento in cui dalle elezioni amministrative riemerge un'Italia bipolare. Il leader del Carroccio ha detto testualmente: "Darei l’ultima possibilità all’Europa di cambiare tutti i Trattati che riguardano l’agricoltura, la pesca, le banche, il commercio, il turismo l’immigrazione. O l’Europa cambia e ha un senso continuare a pagarla, oppure gli italiani debbono tornare a fare gli italiani, per la moneta vale lo stesso discorso". Un'apertura non da poco. La Lega dunque annacqua le proprie posizioni proprio nel momento in cui gli altri, dal Pd al M5S sembrano invece cavalcarle? Salvini non sa gestire la propria vittoria culturale? Intelligonews lo ha chiesto al giornalista Giulietto Chiesa con il quale ha poi parlato anche delle vicende giudiziarie di Donal Trump legate al Russiagate.

Salvini si è detto disponibile a concedere una chance all'Europa mitigando il suo antieuropeismo alla Brexit.  Non è un paradosso che la Lega annacqui le sue posizioni per venire incontro a Berlusconi proprio mentre Pd e M5S sembrano invece spostarsi sulle posizione del Carroccio su immigrazione, sicurezza ed europeismo?

"Salvini è un bravo ragazzo, ma ha un difetto: troppa tattica. Alla lunga questo non paga. O paga solo fino a che esiste questa classe politica insulsa, di gente che ha il respiro corto e cortissimo. Con loro la tattica può funzionare, ma i problemi non si risolvono con la tattica. Salvini è abbastanza giovane da poter pensare a un futuro politico per sé. Allora sarebbe utile, prima di tutto per lui, che sapesse guardare un po’ più avanti".

Il Washington Post rivela l'esistenza di un'indagine contro Donald Trump per ostruzione alla giustizia nella vicenda del Russiagate. E' un caso che certe fughe di notizie arrivino sempre dallo stesso giornale?

"Il Washington Post, insieme al New Your Times, è diventato l’organo di stampa della coalizione liberal che si propone di eliminare Donald Trump dalla vita politica di Washington. È  in atto un colpo di stato mascherato da lotta politica. Dunque siamo di fronte alla prova che i giornali indipendenti sono dipendenti da chi tira i fili della politica, anzi ne sono lo strumento e il palo".

Trump come Nixon? E' questo l'obiettivo?

"Molto peggio. Nixon fu colto con le mani nel sacco. Donald Trump, quale che sia il giudizio su di lui, come politico, è stato trascinato in un complotto basato sulla menzogna. Il Russiagate è una totale invenzione della Cia e dell’FBI. Non c’è nulla di nulla. E quello che emerge, tra l’altro, dimostrerebbe che gli Stati Uniti sono diventati una repubblica delle banane anche se armata fino ai denti, per nostra totale disgrazia.

Il ruolo dell'Fbi in questa vicenda. Come gioca e quali interessi ci sono?

"Portare alla presidenza un uomo o una donna, magari di nuovo la Hillary Clinton, che metta in pratica i disegni di dominio mondiale della finanza anglosassone. A tutti i costi. Sono disegni deliranti e impossibili, perché gli Stati Uniti non sono più in grado di dominare il mondo del XXI secolo. Da qui il gravissimo pericolo di guerra. Trump non è l’uomo che può realizzare una tale follia. Magari ne farà altre, ma non questa. A meno che non sia costretto ad arrendersi. Il che non è escluso. Ma tenderei a escludere che accetteranno la sua resa. Quest’uomo non è parte dell’élite mondiale globalizzatrice. Ed è questa la ragione essenziale per cui la lotta contro di lui non ammetterà una pacificazione interna agli Stati Uniti".

Ieri la sparatoria e il ferimento di un deputato repubblicano in prossimità di un campo sportivo da parte di un fanatico democratico. E' la conseguenza del clima di odio contro Trump creato in America?

"Non so da dove viene questo attentato. Ma il clima asfissiante che si respira a Washington spiega molto di ciò che sta accadendo e accadrà".

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