Sfiducia Lotti, Scotto (Dp): "Ricatto al governo? No, quella è cultura di Renzi"

15 marzo 2017 ore 13:20, Adriano Scianca
"Un ricatto al governo? La cultura del ricatto mi sembra che abiti più dalle parti del Nazareno". Così Arturo Scotto, di Democratici e progressisti, commenta le critiche arrivate al suo movimento dal Pd a proposito della sua posizione sul caso Lotti. E a IntelligoNews spiega: "Dall'inchiesta è emerso un rapporto opaco tra pubblica amministrazione e mondo dell'impresa".

Sfiducia Lotti, Scotto (Dp): 'Ricatto al governo? No, quella è cultura di Renzi'
Sul caso Lotti Dp non vota la sfiducia ma non partecipa al voto. Ci spiega la ratio di questa decisione?

«Noi abbiamo presentato una mozione di censura che chiede al governo il ritiro delle deleghe a Lotti. Crediamo che questa sia la strada più giusta visto quello che è emerso dall'inchiesta, l'impasto di familismo, un rapporto opaco tra pubblica amministrazione e mondo dell'impresa. Sarebbe saggio e prudente scegliere questa strada. Mi pare che questa ipotesi il governo non l'abbia raccolta, sbagliando, il nostro atteggiamento sarà conseguente».

Perché, allora, non confluire sulla mozione di sfiducia?

«Perché non confluiamo su un testo che non è stato concordato». 

Il Pd si chiede come mai una forza che sostiene il governo voti un documento contro un membro del governo...

«Noi siamo una forza autonoma, che ragiona sul merito e su questo terreno prende le proprie decisioni. Da questo punto di vista la critica che viene avanzata dal Pd è sbagliata, perché dovrebbero rispondere sulla questione che noi poniamo. Non serve uno “stringersi a coorte” attorno a Lotti, servirebbe una valutazione più avanzata sugli errori che sono stati fatti».

Cosa risponde a chi dice che vi preparate a un ricatto continuo nei confronti del governo?

«Noi siamo una forza che ha una propria agenda e la confronta con le forze di maggioranza. Non c'è nessun ricatto. La cultura del ricatto mi sembra che abiti più dalle parti del Nazareno ed è figlia di una visione monolitica che è stata portata avanti nella stagione di Matteo Renzi. Noi siamo una forza libera, che agisce rispetto alle questioni strategiche per il Paese. Non vogliamo avventure, ma non vogliamo neanche un quadro in cui si galleggi. Il galleggiamento è la cosa peggiore».
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