Referendum voucher, Rizzo (PC): "Hanno fallito tutti, fra Governo e sindacati gioco delle parti"

15 marzo 2017 ore 13:42, Americo Mascarucci
"Sui voucher hanno fallito tutti, il Governo innanzitutto ma anche i sindacati che oggi corrono ai ripari con un referendum che non serve a nulla".
E' categorico Marco Rizzo, leader del Partito Comunista, che ad Intelligonews attacca Governo e sindacati.

Rizzo, anche Renzi oggi rottama i voucher mentre il Governo annuncia di cambiare le regole. Paura del referendum o è la presa di coscienza di un fallimento?

"Non credo che il Governo non avesse capito quello che stava facendo con l'introduzione dei voucher pur avendo a che fare con dei dilettanti allo sbaraglio. L'introduzione dei voucher è una totale deregolamentazione dei diritti del lavoro. Il sindacato concertativo non ha fatto nulla per bloccare questa cosa, non ha convocato come avrebbe dovuto grandi mobilitazioni o altre iniziative efficaci. Adesso però si sono accorti tutti che la cosa è devastante, non da un punto di vista sociale ma squisitamente politico e corrono ai ripari. La Cgil ha così impostato questo referendum in maniera del tutto sbagliata, visto che avrebbe dovuto anche prevedere l'articolo 18 che invece è stato stralciato. Un evidente gioco delle parti".
Referendum voucher, Rizzo (PC): 'Hanno fallito tutti, fra Governo e sindacati gioco delle parti'

Sta dicendo insomma che è tutto un teatrino?

"Mi sembra evidente. Da una parte c'è la responsabilità del Governo, dall'altra c'è la corresponsabilità del sindacato concertativo. Spero che i lavoratori lo capiscano e si rivolgano a quegli embrioni di sindacalismo di base che stanno cercando di ricostruire il sindacalismo di classe in Italia".

Quindi secondo lei è soprattutto il sindacato in questo contesto ad aver abiurato il proprio ruolo?

"Certo, direi che per ciò che riguarda lo stato del sindacalismo in Italia, siamo tornati agli inizi del Novecento".

Molti sostengono che cancellando i voucher il Governo decreterà il fallimento della riforma del lavoro varata da Renzi. E' così?

"Non solo la riforma del lavoro di Renzi è fallita, il fallimento riguarda l'ultimo ventennio. Ci hanno rotto le scatole per anni con l'esigenza di togliere lacci e lacciuoli per rilanciare l'economia. Lacci e laccuioli sono stati tolti tutti e l'economia non si è rilanciata. Il motivo è semplice: nel momento in cui l'innovazione tecnologica consente di costruire le stesse cose con tempi inferiori, si potevano scegliere due vie: quella di lavorare tutti, meno e meglio, o lavorare pochi e male arricchendo pochissimi. Purtroppo si è scelta questa seconda strada. Il sindacato di questo è responsabile quanto il Governo". 

Se il referendum si farà, vi mobiliterete anche voi?

"Come detto prima, tutto ciò fa parte del teatrino della politica, noi lavoriamo per un obiettivo lontano ma possibile, ossia la presa del potere politico da parte dei lavoratori. Il 25 marzo faremo un grande comizio internazionale alla presenza di sindacalisti e membri dei partiti comunisti d'Europa, per rilanciare la battaglia contro l'Unione Europea, l'euro e la Nato. Saremo a Roma al Piazzale Tiburtino".

A sinistra c'è fermento, si parla di ricostituzione del campo progressista. Vede qualche segnale positivo?

"Vedo cinquemila persone alla ricerca di un posto in Parlamento e suggerisco loro come simbolo la sedia. Chiuderei dicendo che non vedo nessuna speranza da Speranza". 


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