Marra arrestato, magistrato Lupacchini: "Roma con Dna di città difficile. Intuitu personae conta"

16 dicembre 2016 ore 14:11, Andrea Barcariol
Otello Lupacchini, magistrato ed esperto di criminalità (nella sua lunga attività professionale ha seguito dall’omicidio del pm Mario Amato al caso di Roberto Calvi, passando per le inchieste sulla cosiddetta Banda della Magliana) spiega a Intelligonews il suo punto di vista nel giorno dell'arresto di Raffaele Marra, Capo del Personale in Campidoglio. 

Bufera in Campidoglio con l’arresto di Raffaele Marra. Che idea si è fatto della vicenda?
«Per quel poco che ho potuto leggere, penso che si parli di Enasarco, quindi di qualcosa che non dovrebbe essere legata strettamente all'attività che Marra svolgeva presso il Comune. Che poi qualcuno voglia dare le dimissioni per aver mal riposto la fiducia o non sufficiente ponderato la scelta è un altro discorso, non penso che ci sia un'attinenza diretta. Questo almeno sulla base delle notizie che emergono».

Raggi aveva sempre difeso a oltranza Marra e disse ai suoi consiglieri di maggioranza che senza di lui non si sarebbe potuto andare avanti. Cosa dovrebbe fare ora?
«Non sono certo la persona più indicata per queste analisi ma quando parlavo di problema di intuitu personae mi riferivo proprio a questa dichiarazione. E' un problema che attiene alla politica, è tutto troppo fluido per poterlo cristallizzare».

Alcuni se la prendono con la Magistratura parlando di giustizia a orologeria. Esistono nella giustizia ragionamenti su tempi di intervento "opportuni”?
«Quando emergono elementi tali da richiedere un intervento, l’intervento deve essere fatto, non si può valutare l’opportunità particolare. Al massimo si può anticipare o posticipare di un giorno, ma visto che la fibrillazione è costante l’attività della magistratura dovrebbe paralizzarsi ogni volta che incrocia la politica. Si tratta solo di dietrologie che sono ulteriore benzina gettata sul fuoco delle polemiche e costituiscono un grave danno. Purtroppo la situazione è quella che è, viviamo in tempi calamitosi nei quali un colpo di farfalla a Tokyo provoca effetti a Roma».

Roma che lei conosce bene e che rimane un tavolo difficile.
«Roma è difficile per tutti, chi non lo capisce è chi vive in un eterno presente senza prospettive o retrospettive. Nel 1890 ci fu lo scandalo della Banca romana, ma se torniamo indietro nel tempo arriviamo alla crisi della Roma repubblicana. E’ il dna di una città, di una civiltà che mostra ogni tanto i suoi geni malefici. Purtroppo almeno 100, 150 anni di mala politica hanno portato la capitale a quello che è oggi. La bacchetta magica non ce l’ha nessuno. Bisogna tener conto della complessità della situazione per poter affermare che la colpa è di Tizio o Caio. Il problema va affrontato tenendo distinti il piano della giustizia, della politica e della storia».

Se fosse nei panni della Raggi cosa farebbe? 
"Io fortunatamente non sono nella situazione della Raggi e non mi permetterei suggerimenti né commenti sulle scelte. Con questa situazione che c'è coniugare onestà e competenza è difficile. Uno che è stato sempre fuori a zappare l'orto sarà sicuramente onesto, ma non avrà quella competenza, perché la competenza si fa sul campo ma se il campo è minato si rischia di saltare in aria". 


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