Lavagna, Adinolfi: "Con la madre di Giò e non con Saviano e Gramellini. Sue parole censurate nei titoli"

16 febbraio 2017 ore 12:42, intelligo
di Stefano Ursi

Il suicidio del 16enne di Lavagna sta facendo molto discutere, soprattutto dopo le parole della madre durante il funerale. Oggi molti sono i commenti e le prese di posizione su questa vicenda. Relativamente a questo, IntelligoNews ha sentito Mario Adinolfi, giornalista e presidente del Popolo della Famiglia: ''Siamo con nettezza al fianco di questa madre addolorata. Il compito del genitore è educare a cosa è bene e cosa è male. Privacy dei figli a quell'età? Non deve esistere''.

Come commenta le parole di Roberto Saviano e Massimo Gramellini su questa storia?

''Gramellini evidentemente è distratto, non si è accorto che è stato Saviano, per primo, a fare di questo povero ragazzo una bandiera della sua campagna antiproibizionista, poche ore dopo la morte. Evidentemente Gramellini, contro lo scrittore alla moda amico di Fabio Fazio, non ha nulla da dire. Quelle della madre non sono parole che si strumentalizzano, bensì parole che vanno ascoltate perché sono cose ben precise. Cancellate dalle titolazioni dei giornali, peraltro, il che mi ha particolarmente impressionato. Questa donna dice non drogatevi, non vi fate le canne, lo sballo fa male, qualcuno vuole soffocarvi e, in conclusione, ringrazia la Guardia di Finanza per aver ascoltato il grido d'aiuto di una mamma. Che, questo va sottolineato, aveva tentato in tutte le maniere di allontanare il figlio dalla droga. Ora, questo tipo di meccanismo non è strumentalizzazione, bensì ascolto di una madre infinitamente addolorata che pone una questione centrale. Oggi, sul Corriere della Sera, Gramellini ha voluto impartirci la lezioncina su come essere genitori; vorrei ricordargli che essere genitori significa, prima di tutto, educare a ciò che è bene e ciò che è male i propri figli. Il lavoro del genitore è questo. Io ho due figlie, sono genitore, e il mio compito è, prima di tutto educarle a ciò che è bene e tenerle lontane da ciò che è male. Se rispetto a questo lavoro, il modello è quello dello Stato nichilista e indifferente, o quello per il quale se l'amico strumentalizza il dolore va bene e se il nemico cita le parole della madre no, allora siamo dentro la disonestà intellettuale e il voler rendere impossibile il mestiere del genitore. L'attenzione va posta su questo''.

Lavagna, Adinolfi: 'Con la madre di Giò e non con Saviano e Gramellini. Sue parole censurate nei titoli'
Mario Adinolfi
Sulla rete in moltissimi, con tweet e post, danno la colpa alla madre...

''Il Popolo della Famiglia si schiera con nettezza al fianco di questa madre profondamente addolorata, al fianco di milioni di padri e madri che affrontano quotidianamente il dramma di figli adolescenti che consumano sostanze pericolose. Ricordo che in Italia sette ragazzi su dieci consumano alcol e quattro su dieci fumano. Il PdF è assolutamente schierato in una battaglia controcorrente, ma rispetto alla verità dei fatti assolutamente logica, contro ogni semplificazione di un problema enorme: occorre dare una mano ai genitori, e non ostacolare il loro lavoro educativo''.

I genitori che devono fare?

''Devono prima di tutto vigilare, essere assertivi rispetto ai figli e chiarire con nettezza ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, allontanare quelle che vengono chiamate 'occasioni prossime' di tentazione fin da un'età che si fa purtroppo sempre più bassa. E poi, una volta per tutte, scordarsi questa retorica della privacy del figlio: a quell'età non può avere una privacy, il genitore deve intervenire e sapere cosa accade nella sua vita, onde poter estirpare molte delle occasioni di contatto con queste dinamiche. Ovviamente è un lavoro enorme, spesso complesso ma necessario''.

Il collegamento con le forze dell'ordine e con gli organi preposti che ruolo gioca?


''Nella fase ormai grave della situazione è alle autorità di polizia che si deve guardare, ma se si lavora preventivamente sui figli, sapendo con dettaglio quali sono le loro compagnie, chi frequentano e cosa accade nelle sere in cui escono, lo ripeto a 13-14 anni, a quel punto non si arriva. Torno a dire che si tratta di un lavoro molte volte conflittuale, ma capace di tranquillizzare il figlio, che in quella dimensione si sente comunque protetto. Dopodiché, essendo venuti a conoscenza di una dinamica di questo tipo, si può tentare di stopparla, ma è ovvio che in situazioni ormai esacerbate il ricorso alle autorità diventa necessario''.

#suicidio #hashish #lavagna
autore / intelligo
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