Lavori socialmente utili a rifugiati, Tonelli a Minniti: "Ricorda il bel vaffa dei migranti ai Comuni?"

16 gennaio 2017 ore 13:17, Americo Mascarucci
"Spero vivamente che l'impiego dei richiedenti asilo nei lavori socialmente utili avvenga a titolo gratuito. Mi sembrerebbe assurdo caricare di ulteriori costi la collettività italiana".
Il segretario del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) Gianni Tonelli parla ad Intelligonews dei contenuti del pacchetto
Lavori socialmente utili a rifugiati, Tonelli a Minniti: 'Ricorda il bel vaffa dei migranti ai Comuni?'
immigrazione illustrato dal ministro dell'Interno Marco Minniti. Un pacchetto che Tonelli valuta sostanzialmente positivo, seppur discutibile in alcuni punti

Minniti ha illustrato al Corriere della Sera il pacchetto immigrati e spunta la proposta di impiegare i richiedenti asilo in lavori socialmente utili. Ma è fattibile una soluzione del genere?

"E' una buona idea dal punto di vista teorico, difficilmente attuabile sul piano pratico, perché lo scopo di queste persone non è certo quello di venire in Italia per lavorare. Si tratta di esperimenti che per altro sono stati già tentati. Alcuni comuni hanno provato già ad impiegare i migranti, ma dopo i primi giorni si sono sentiti rispondere con un bel vaffa. Su questa proposta nutro forti dubbi, mentre invece ritengo importante quella relativa alla riapertura dei Cie. Si tratta di una misura importante e ritengo che stiano commettendo un grave errore quei movimenti che sul territorio stanno alzando le barricate contro questa soluzione. I Cie infatti non andranno ad inquinare gli ambienti locali, dal momento che le persone al loro interno saranno soggette ad una limitazione della libertà personale. Più Cie ci sono e più sarà garantita la sicurezza sul territorio, non garantita invece oggi con gli attuali hotspot".  

Però mi scusi, la riapertura dei Cie non comporterà maggiori carichi di lavoro e aggravi per le forze di Polizia che dovranno controllarli e identificare i migranti?

"Al contrario, i carichi di lavoro sono insostenibili oggi con tutte queste persone libere di circolare. Oggi sono circa 3000 gli uomini impiegati al giorno per la questione stranieri. Nel momento in cui la loro circolazione sarà fortemente limitata, molti degli attuali problemi verrebbero superati. Certo, nei Cie ci sarà sempre il rischio di rivolte e di episodi violenti e la Polizia dovrà tenere testa a tutte queste situazioni. E' ovvio che i miei colleghi dovranno essere adeguatamente supportati nel loro lavoro. Non è ammissibile che debbano finire sotto provvedimento disciplinare e doversi giustificare per un anno, un anno e mezzo, in merito a vicende che potrebbero essere chiarite in poche ore".

Ma se questi rifugiati verranno impiegati in lavori socialmente utili, poi dovranno essere pagati? E questo non comporterà un aggravio di costi per lo Stato?  

"Non credo verranno pagati. Già il costo è esorbitante per mantenerli ogni giorno, assurdo doverli pagare anche per fargli tagliare l'erba nei parchi. Rischiamo doppie spese per lo Stato e doppio business per i migranti. Io credo che l'impiego in lavori socialmente utili debba essere il corrispettivo per quanto queste persone già ricevono dallo Stato. Non credo che il ministro Minniti pensi a retribuirli".

Pare di capire che da parte vostra c'è molta fiducia verso Minniti. O no?

"Se lei mi chiede di esprimere un giudizio su Minniti rispetto all'operato di Alfano, credo che chiunque sarebbe migliore. Mi verrebbe da dire che a Minniti piace giocare facile. Premesso questo, credo che Minniti sia una persona estremamente competente in materia di sicurezza, tema verso il quale ha sempre dimostrato una spiccata sensibilità nei vari incarichi che è stato chiamato a ricoprire. Inoltre ha svolto anche all'interno del Pd un positivo ruolo di coordinamento con le forze di Polizia e i servizi. Sicuramente con lui ci sentiamo maggiormente garantiti". 


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