'Ndrangheta e migranti, Zecchi: "Politica ideologica in Italia. Ci sono santi per definizione"

16 maggio 2017 ore 11:59, Andrea De Angelis
Colpita al cuore la famiglia Arena. Il pm Gratteri non trattiene la contentezza per quanto ottenuto, la 'Ndrangheta ieri ha subito un arresto importante da parte dello Stato. Quanto successo ad Isola Capo Rizzuto interroga però l'opinione pubblica: non si poteva intervenire prima? Dire che l'immigrazione è un business (vedi anche Roma) non è ormai la scoperta dell'acqua calda? Domande che rimbalzano in rete, insieme al dolore per certi passaggi delle intercettazioni dalle quali si evince, ad esempio, che agli ospiti del Cara sarebbe stato dato "cibo per i maiali". Ovviamente i tempi delle indagini sono lunghi, nessuno mette in dubbio questo. Vi è poi un altro aspetto: l'immagine dell'Italia all'estero è definitivamente compromessa? IntelligoNews lo ha chiesto al professor Stefano Zecchi, scrittore, giornalista e accademico italiano...

Da un lato la posizione geografica, dall'altro l'incapacità di gestire i fondi europei per i migranti: l'immagine dell'Italia, lo chiedo al professore di estetica, è definitivamente compromessa? C'è il rischio che diminuiscano i fondi?
"Certo, ma la cosa è ancora più complessa. Tutto il problema immigrazione secondo me gira intorno alle Ong. Credo sia chiarissimo che c'è un giro d'affari enorme su questa cosa qui che noi non siamo in grado di controllare. Almeno a mio parere". 

'Ndrangheta e migranti, Zecchi: 'Politica ideologica in Italia. Ci sono santi per definizione'
L'immagine del Paese può ancora essere salvata, magari andando avanti con le inchieste? 
"Si tratta di capire quale sarà il risultato delle indagini, la magistratura faccia il suo corso. Al di là della faccia che ci stiamo mettendo, ormai per me è evidente che attraverso le Ong e il modo di gestire in terra italiana l'immigrazione circolano affari non corretti. Secondo me non si vuol fare chiarezza, tant'è vero che dopo le parole di Zuccaro subito c'è stata una divisione politica. Per alcuni erano santi, altri invece chiedevano, secondo me giustamente, un'indagine accurata di magistratura e forze dell'ordine". 

Crolla un certo buonismo, l'ideologia prevale sulla realtà a volte?
"L'ideologia sarà sempre in cima ad ogni situazione di questo tipo. La politica adesso si fa, purtroppo, su queste cose. Mancano vere prospettive di visione di sviluppo e di crescita e la politica si attacca a queste realtà così emergenziali. Oggi le Ong, domani i cavalcavia che crollano o il problema della legittima difesa con le armi in meno. Ormai la politica italiana si sviluppa su situazioni emergenziali, ci si divide combattendo gli uni contro gli altri senza pensare ai reali interessi della gente". 

Ovvero?
"La gente vuole che i cavalcavia restino in piedi, che ci si possa difendere nel miglior modo in casa propria e che non si faccia speculazione su questa povera gente. Invece si fa politica e ci si divide. Questo lo trovo penoso". 

L'opinione pubblica sui social e sui web si chiede perché non si sia intervenuto prima su quello che ormai è riconosciuto essere anche un business. Una domanda legittima?
"La domanda è più che plausibile. Il fatto che non si sia intervenuti prima indica che gli interessi sono così potenti da non riuscire a controllarli. Questa diventa la vera questione che non è più politica, ma legata ad una visione strategica della giustizia e del controllo in Italia dei flussi migratori". 

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