Intercettazione Renzi, Esposito (Pd): "In Italia si è usata per lanciare un libro"

16 maggio 2017 ore 13:22, Andrea De Angelis
Lo tratto male, dicendogli: “non dirmi balle, la cena c'è stata per forza altrimenti non lo scriverebbero”. "Quante volte hai visto Romeo". Lo interrogo, lo tratto male. Ma sono un figlio. E se tuo padre bluffa lo senti. Mio padre mi ribadisce: non c'è stata nessuna cena, devi credermi. Matteo, è una notizia falsa, devi credermi. Con l'aggiunta di qualche espressione colorita toscana. 
Questo un passaggio del post pubblicato stamane da Matteo Renzi su Facebook, nel quale sostiene che l'intercettazione della telefonata tra lui e il padre dello scorso marzo, pubblicato sull'ultimo libro del giornalista Marco Lillo, lo rafforzerebbe politicamente. Una lettura corretta? La politica giò si divide: il centrodestra, da sempre ostile allo strumento delle intercettazioni, esprime solidarietà all'ex premier, mentre il Movimento 5 Stelle attacca il segretario democratico. IntelligoNews ne ha parlato con Stefano Esposito, senatore del Pd...

Dopo l'intercettazione Renzi dice che gli è stato fatto un regalo. Politicamente parlando è davvero così?
"Onestamente da un punto di vista politico la vedo anch'io così. A me continua a colpire però che in Italia per lanciare un libro si usi un'intercettazione che non ha nessun rilievo penale, che è un dialogo tra un padre e un figlio e che non dovrebbe uscire. Diventando invece oggetto di discussione politica. Mi continua ad inquietare questo modo di operare su un simile terreno. Siccome sono uno che difende lo strumento delle intercettazioni, mi domando se adesso qualcuno che ne ha le responsabilità si farà una domanda e darà una risposta: perché è finita fuori, nelle mani di un giornalista? Al di là del merito, perché politicamente può anche essere un aiuto. Ma è normale che continuiamo ad avere intercettazioni pubblicate su giornali e libri? Io mi pongo questo quesito". 

Intercettazione Renzi, Esposito (Pd): 'In Italia si è usata per lanciare un libro'
Lei dice di difendere lo strumento delle intercettazioni, c'è chi invece nel centrodestra le ha sempre attaccate. Al di là del loro peso probatorio, se si punta il dito contro lo si deve fare anche quando servono a salvare qualcuno, come dice Renzi nel suo caso, oltre che quando condannano?
"Guardi, il centrodestra ha fatto le sue battaglie sbagliate per ridurre e limitare l'utilizzo delle intercettazioni come strumento d'indagine. Il vero tema non è quello, né se condannano o salvano. Ma impedire in maniera e con sanzioni certe che vengano diffuse intercettazioni che nulla hanno a che fare con i procedimenti penali in corso. Soprattutto la loro diffusione non controllata è diventata un problema in Italia. Oggi dimostra che Renzi ha sempre detto la verità, ma francamente io faccio il legislatore e mi pongo il tema delle troppe, tante volte in cui le intercettazioni finiscono sui giornali per attaccare qualcuno". 

Un'altra domanda si pone sullo stile della politica oggi, perché Renzi in quel post scrive anche: "Ieri, per la seconda volta, in tre mesi mio padre era all'ospedale di Careggi per un altro piccolo intervento al cuore. E alla fine mi viene da pensare che sia tutto per colpa mia, solo per il mio impegno in politica". C'è bisogno di tutto questo? Perché portare la vita privata nell'agorà?
"Non è mica colpa di Renzi". 

Non è però una notizia, se non per rafforzare la sua tesi...
"Quando ho letto il post stamattina, mi è venuto da pensare alla fatica che Renzi avrà fatto nello scrivere quelle righe. Chi ha sbattuto in prima pagina come un mostro il padre di Renzi sono altri, non Matteo. La tutela della vita privata per chi fa politica ormai è diventata un optional". 

C'è però un cambiamento di stile rispetto al passato?
"Ma sì, questo mi pare assolutamente evidente. Nulla si può imputare però al post di Renzi, se non una grandissima fatica nel doverlo scrivere". 

Gentiloni intanto dice che il sottosegratario Boschi si è già spiegato e crede che non ci saranno ripercussioni dal caso Banca Etruria, ma ieri Ghizzoni ha detto che parlerà in Commissione d'Inchiesta. Delle due l'una: Gentiloni può star tranquillo solo dopo che Ghizzoni parla, oppure no?
"Io penso che possa star tranquillo già adesso. Francamente su Ghizzoni, leggendo qualche commento di autorevoli giornalisti che hanno detto come abbia dato ragione a De Bortoli, io ci andrei cauto. Ghizzoni ha detto che se il Parlamento lo vuol sentire lui dirà quello che deve dire". 

Dunque?
"Bene. Sentiamolo. Il prima possibile". 

#renzi #intercettazione #tizianorenzi 
caricamento in corso...
caricamento in corso...