Olanda, vince Rutte. Parla Cacciari: "La differenza tra Wilders e i populismi mediterranei"

16 marzo 2017 ore 12:06, intelligo
di Stefano Ursi

Le elezioni olandesi hanno visto la vittoria, seppur di misura, del premier uscente liberale Rutte, che rispetto alla tornata precedente perde 10 seggi. Crescono Wilders e le altre forze politiche, ma non così tanto da poter insidiare la vittoria. Come interpretare in ottica europea questa vittoria? Che effetto potrebbe avere questo risultato sulle prossime elezioni in Francia e Germania? A queste e altre domande risponde a IntelligoNews il prof. Massimo Cacciari, filosofo.

In molti dicono che Rutte ha vinto ma non ha convinto, perdendo molti seggi e vedendo la crescita di Wilders e di altre forze. Lei come la pensa?

''Per me è andata molto bene, è stato un risultato molto positivo per i liberali. Non solo perché hanno sostanzialmente tenuto, ma anche perché l'aumento delle forze antieuropeiste è stato limitatissimo. È un segnale molto importante in vista delle elezioni francesi''.

Olanda, vince Rutte. Parla Cacciari: 'La differenza tra Wilders e i populismi mediterranei'
Appunto, che effetto potrebbe avere questa tornata elettorale su quelle in arrivo in Francia e Germania?

''Incoraggia, perché dimostra che, rimanendo sempre aperte tutte le questioni di politica europea relative all'austerity e alla crescita, una forza di centro seria in questi Paesi potrebbe tenere. Ora occorrerà vedere se in Francia si riuscirà a presentare una candidatura all'altezza e Macron potrebbe esserlo, e per me potrebbe vincere. E anche la Merkel, credo, alla fine non avrà poi tutti questi grandi problemi''.

Le sinistre europee esultano per la vittoria di Rutte, che però è un liberale di ispirazione di destra.

''Certamente. E, come dicevo prima, è tutta sub-condicione la possibilità di una politica economica e sociale europea che alcune forze auspicano, di fine della austerità e di sviluppo. Pare che i governi europeisti possano reggere contro le forze antieuropeiste e xenofobe, ma solo da posizioni liberali, di centro. Le forze di sinistra europee sono in malora''.

Che differenze ci sono fra Wilders e Marine Le Pen?

''Pochissime. Le grandi differenze sono fra i populismi di matrice mediterranea, da Grillo a Podemos per fare alcuni esempi, e quelli nordici e scandinavi, che sono vere e proprie forze di destra. Marine Le Pen è in una posizione intermedia, perché presenta molti elementi di populismo mediterraneo ma anche di destra mitteleuropea''.

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autore / intelligo
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