La Catalogna prende tempo, per G. Chiesa: "Questa è la strategia di Puigdemont"

16 ottobre 2017 ore 15:19, Andrea Barcariol
Ore cruciali per la Catalogna e per Puigdemont. Oggi scade il primo ultimatum del premier Rajoy, che mercoledì scorso ha intimato al presidente della Catalogna di chiarire ufficialmente se ha dichiarato l'indipendenza nel discorso davanti al 'Parlament'. Per tutta risposta Puigdemont ha inviato una lettera chiedendo al premier spagnolo "due mesi per negoziare" e un incontro "il prima possibile" senza però rispondere alla chiara richiesta fatta da Rajoy. Su questa complessa vicenda, Intelligonews ha intervistato il giornalista Giulietto Chiesa, esperto di politica internazionale.

La Catalogna prende tempo, per G. Chiesa: 'Questa è la strategia di Puigdemont'
Puigdemont ha chiesto un negoziato di due mesi a Rajoy. Come giudica questa mossa?


"E' un segno di moderazione, un passo indietro. Credo che a questo punto sarebbe saggio da parte del governo spagnolo accettare la richiesta di Puigdemont. Le altre soluzioni sarebbero tutte negative per la Spagna. E' necessario che affrontino questo negoziato tenendo presente che il problema è aperto, non chiuso. Qualunque siano le perplessità questo è un passo che consente l'apertura di un negoziato, quindi lo accetterei senza esitazione".

In molti auspicano la destituzione con arresto del presidente catalano di fronte al rifiuto di rispondere all'ultimatum di Madrid sulla dichiarazione di indipendenza. Cosa ne pensa?

"E' una visione estremistica che può portare solo danni sia alla Spagna sia alla Catalogna, ritengo quindi sia una linea irresponsabile".

Secondo lei qual è la vera strategia di Puigdemont che proclama l'indipendenza, poi la sospende e ora chiede un negoziato?

"Secondo me vuole ottenere un intervento europeo, in modo tale che sia in qualche modo riconosciuta una parte delle loro richieste. Mi sembra che ci sia la ricerca di ottenere il miglior risultato possibile date le condizioni attuali. E' ovvio che il movimento catalano non si spegne, ma propone un negoziato. Questo dà la misura della loro debolezza, dopo che hanno voluto forzare, ma adesso si rendono conto di essere isolati, minoritari e di non avere forza neanche all'interno della Catalogna e cercano di ricavare il massimo risultato possibile".

Possono aver influito anche le manifestazioni a Barcellona degli unionisti, con tanto di scontri con gli indipendentisti?

"Credo di sì, si rendono conto che se gli altri mobilitano la Spagna e in questo modo fanno crescere anche il movimento dell'opposizione al separatismo in Catalogna, la loro posizione diventa più debole".


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