Davos 2017, Rizzo (PC): ''Non temono ribellioni, solo società socialista forte ci salverà''

17 gennaio 2017 ore 14:12, intelligo
di Stefano Ursi

Davos 2017, da molti descritto come l'appuntamento in cui i potenti tenteranno di difendere la globalizzazione, posizioni acquisite. IntelligoNews ha chiesto l'opinione di Marco Rizzo, Segretario del Partito Comunista, che, anticipando alcuni passi del suo intervento alla sessione pubblica di sabato 21 Gennaio al Congresso del Partito al Centro Congressi dei Frentani, dice: ''Ora la concentrazione del potere è nelle mani di pochi come Marx aveva già previsto, da 64 a 8 persone detengono la ricchezza della metà del mondo: andando avanti di questo passo arriveremo a un padrone del mondo e a un mondo di schiavi''.

A Davos si riunisce l'élite dei grandi potenti del mondo. Un'élite conscia del fatto che le masse popolari puntano a scalzarla dal potere. Secondo Lei si studiano soluzioni per difendere le posizioni?

''E' da sempre che si studiano e si affinano. L'ultimo decennio è stato quello dell'antipolitica; dopo che per tutto il Novecento il grande capitalismo ha usato la politica come strumento di interposizione per i propri affari, ora la concentrazione del potere è nelle mani di pochi come Marx aveva già previsto, da 64 a 8 persone detengono la ricchezza della metà del mondo: andando avanti di questo passo arriveremo a un padrone del mondo e a un mondo di schiavi. Ed è quindi chiaro che i grandi poteri vogliano evitare che ci sia un profondo cambio di sistema. Attenzione non una ribellione, perché le ribellioni sanno come gestirle. E penso al Movimento 5 Stelle in Italia o a Podemos in Spagna, o Syriza in Grecia o Le Pen in Francia. Tutte queste forze non vogliono l'abbattimento del sistema capitalistico, mentre l'unica forza che ha saputo battere il capitalismo è stata quella del partito leninista. Ed è assolutamente l'unica, la più moderna che sa costruire un altro tipo di sistema. La pessima politica e l'antipolitica sono due facce della stessa medaglia. Mentre un tempo il grande capitale organizzava il consenso, penso al Piano Marshall e alla DC in Italia, oggi non può più farlo perché avrebbe contro il 95% della popolazione; allora si indirizza il dissenso, ovvero si porta la giusta rabbia popolare verso praterie aperte, dove non accade nulla''.

La narrazione 'multiculturale' ha fallito. Oggi Xi Jinping dice che però non è colpa della globalizzazione. Allora di chi è?

Davos 2017, Rizzo (PC): ''Non temono ribellioni, solo società socialista forte ci salverà''
''Non è questione di colpa. La lotta di classe i grandi gruppi capitalistici ed economici la sanno fare. E in questi ultimi trent'anni l'hanno vinta. Certo la scomparsa del campo socialista dell'Unione Sovietica è un problema enorme, tant'è che oggi i ricchi, quelli veri tipo Trump, prendono direttamente il potere, senza l'interposizione della politica''.

Il ritorno a scelte identitarie e sovraniste contro la globalizzazione è lo scontro finale?

''In realtà è un pannicello caldo, perché quando noi diamo il voto a persone che hanno la ricchezza di metà del mondo omettiamo, parlando di sovranismo e indipendenza, che in Italia sette persone detengono il 30% della ricchezza. Non è che da noi i ricchi non ci sono. Se l'Italia viene venduta non è che i padroni non c'entrano nulla e non ci guadagnano''.

Che futuro ci aspetta?

''Sostanzialmente ci sono due vie, perché al momento terze vie non ce ne sono. La prima è quella che sta vincendo, la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, una concentrazione visibile peraltro, una sorta di nuovo Medioevo. La seconda via è quella del socialismo: ovvero che alla dittatura di pochissimi si contrappone quella della maggioranza del popolo. E quindi un cambiamento di sistema con l'avvento della società socialista. Se non piace questa minestra, che diventa sempre più rancida, c'è la possibilità di un'altra. C'è solo da scegliere''.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...