Davos, Cardini: "Nessuna ricetta da loro, continueranno a essere i padroni dei governi"

17 gennaio 2017 ore 16:00, Marta Moriconi
Tenetevi forte. Otto persone lo scorso anno possedevano 426 miliardi di dollari: la stessa ricchezza dei 3,6 miliardi di persone più povere del mondo. Il dato è clamoroso di per sé, l'ulteriore curiosità è che in questa speciale classifica solo due persone non sono statunitensi. Lo rivela il Rapporto Oxfam "Un'economia per il 99%". L'altro dato-choc del rapporto è che l'uno per cento della popolazione mondiale possiede più ricchezza del restante 99%. Ma cosa c'è dietro tutto questo? Capitalismo? Globalizzazione? IntelligoNews lo ha chiesto al professor Franco Cardini, esperto di geopolitica nel giorno in cui a Davos si apre il forum mondiale dell'economia...

Che effetto le fa leggere questi dati?
"Sono obiettivamente allarmanti. Sta aumentando la ricchezza globale del mondo, ma anche la sua concentrazione e soprattutto in maniera esponenziale e spaventoso cresce l'impoverimento di massa. E davanti a una situazione simile ci si trova come davanti a un grande stato di calamità. La grande maggioranza del mondo sta diventando povera, spesso sotto i limiti della sopravvivenza perché ci sono poche migliaia di persone, e ricordo che al mondo siamo sette miliardi, che stanno concentrando tutti i profitti e tutte le risorse nelle loro mani. Tutto questo sotto lo sguardo impotente o complice dei governi del mondo". 

Salvando la globalizzazione non si finisce per salvare proprio i soliti noti?
"Se la globalizzazione ha portato a questi esiti, cioè a una sessantina, non di più di gruppi di potere, lobby eccetera che controllano e gestiscono l'economia e la finanza di tutto il mondo, ci ha portato al limite di una grande catastrofe. Come se sapessimo che da qui a qualche tempo potessero esplodere tutte le centrali nucleari, arrivare un'eruzione generale di tutti i vulcani e noi stiamo qui, soprattutto nelle sedi che contano e dunque le Nazioni Unite, senza muovere un dito? Da anni si doveva mettere a punto una legislazione internazionale che mettesse dei limiti a questo tipo di posizioni. Anche se ci muovessimo immediatamente, da oggi pomeriggio, sarebbe purtroppo tardi. Nel mio piccolo perfino io ho denunciato da molto tempo la situazione scrivendo un libro sulle multinazionali". 

Trump, la Brexit, Le Pen in Francia sono legati a tale fallimento?
"Certo, sono le conseguenze. Non certamente le cause. Se uomini, donne e bambini scappano dall'Africa, ma non dalle dittature e dalle guerre, ma dall'impossibilità di sopravvivere, ci sarà un motivo! Scappano dal continente più ricco del mondo: oro, diamanti, petrolio, coltan, uranio e mi fermo qua. Se la gente scappa e perché lì la gente è diventata la più povera del mondo. Il diritto internazionale parla di un principio fondamentale: le ricchezze del suolo e del sottosuolo nel mondo appartengono di diritto agli abitanti di quei luoghi. Luogo per luogo. Certo, il diritto internazionale lo fanno gli esseri uomini, l'avessero fatto i leoni avrebbero parlato un altro linguaggio. Ammettiamo che sia una convenzione accettabile. Benissimo. Ma allora agiamo di conseguenza! Perché il continente più ricco del mondo ospita i popoli più poveri del mondo? Evidentemente perché sono soggetti a uno sfruttamento e ad una violenza inaudita e di questo non ha colpe il bistrattato colonialismo tradizionale, come il nazionalismo, il comunismo o il fondamentalismo musulmano. La colpa è di quello che Luttwak ha chiamato il turbo-capitalismo". 

Davos, Cardini: 'Nessuna ricetta da loro, continueranno a essere i padroni dei governi'
Cosa fare dunque?
"Bisognerebbe agire di conseguenza, ma non possiamo farlo perché i nostri politici sono diventati comitato d'affari dei grandi padroni della finanza e dell'economia. Quello che Marx diceva a metà dell'Ottocento, "ormai i governi sono diventati dei comitati d'affari del capitalismo", allora non era vero, ma oggi sì! Oggi i politici lo sono". 

In base alla sua esperienza storica, quello che sta avvenendo oggi come lo chiama?
"La rinuncia al primato della politica. Il principio in base al quale coloro che sono scelti da Dio, nominati da poteri superiori, eletti dal popolo o che comunque devono gestire la cosa pubblica in funzione del bene pubblico è un principio arcaico, che ha sempre funzionato. Certo, con i suoi fallimenti e strappi alla regola. Poteva anche essere espresso in termini teologici, ma restava un primato della politica. Il primato dell'economia non si era mai visto". 

Insomma, si stava meglio quando si stava peggio?
"Diciamo che abbiamo perso il contatto vivo con la realtà. Quando si ammette che il primato di tutto va all'economia e ad essa deve essere asservito tutto il resto, su un principio che non è quello della convivenza, ma della concorrenza e della libertà di arricchirsi e di far profitto senza limiti, vuol dire che si è persa totalmente la coscienza della nostra misura di esseri umani. O agiamo adesso, o non lo facciamo più. Bisogna far breccia anche in qualche settore dell'opinione pubblica. A questo punto mi meraviglierei se anche il dottor Vespa decidesse, invece di parlare dell'ultimo delitto raccapricciante o di altre amabili cose, di affrontare questo problema. La concentrazione inaudita della ricchezza nelle mani di pochi". 

Dove ci trascina tale concentrazione?
"Nel peggior totalitarismo mai visto al mondo. Perché è meglio chinare la testa davanti a un regime che con il mitra dietro la schiena ti obbliga a fare quello che vuole, piuttosto che chinare la testa senza nemmeno accorgersene davanti a un sistema di questo genere. Per poi pensare, attenzione, che se noi viviamo in funzione dei centri commerciali, del meccanismo consumo-profitto-produzione succede perché l'abbiamo scelto noi. Io preferisco essere schiavo e sapere di essere schiavo piuttosto che esserlo credendo di essere libero". 

Crede che la ricetta della salvezza possa essere data dalle stesse persone che oggi sono riunite a Davos?
"No, loro sono i padroni dei governi e continueranno ad ordinare ai governi di fare il loro comodo. La popolazione mondiale è disinformata, priva di chiarezza di obiettivi e anche della morale necessaria per reagire. Le conseguenze di questi errori saranno quelle che decreteranno la nostra disgrazia definitiva. Faranno qualche errore sul piano dello sfruttamento delle risorse del pianeta, o sul fatto che non riescono nemmeno a organizzare una classe politica decorosa per evitare le guerre. Questo è il sistema che ci ha portato alla nascita del fondamentalismo musulmano e che ci aveva già portato, per gli errori fatti alla fine della Prima Guerra Mondiale, al nazismo e al comunismo". 


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