Love is Love, Adinolfi (Pdf): "Per l'Arcigay noi omofobi. Cristiani ormai col marchio d'infamia"

17 maggio 2017 ore 12:55, Americo Mascarucci
Oggi è la giornata contro l'omofobia istituita dall'Unione Europea che si celebra dal 2004 ogni anno il 17 maggio con l'obiettivo di promuovere attraverso eventi specifici e campagna mirate una cultura della prevenzione e del contrasto a tutte le forme di violenza e discriminazione legata all'orientamento sessuale. Ma quanto l'omofobia rappresenta davvero  un'emergenza in Italia? Intelligonews lo ha chiesto a Mario Adinolfi presidente del Popolo della Famiglia.

Oggi è la giornata mondiale dell'omofobia, un'emergenza sociale in Italia? 

"La discriminazione verso l'omossessualità non c'è in Italia. Il nostro non è un paese omofobo ma omofilo. C'è un rapporto di Arcigay presentato sulla loro pagina e pubblicato da Repubblica che a mio giudizio certifica come l'omofobia non esista. L'Italia non è un paese omofobo, non lo è mai stato per tradizione. Basti pensare che in Inghilterra nel 1967 l'omosessualità era reato e la sodomia è tuttora punita in diversi stati Usa. Nella Costituzione della Repubblica italiana non è stata mai prevista alcuna forma di punizione per gli omosessuali, questo per civiltà giuridica e cultura cristiana dell'accoglienza. Il rapporto di Arcigay denuncia 62 casi di omofobia nei quali sarebbero inclusi convegni, organizzati dal Popolo della Famiglia e da altre associazioni a noi contigue ed altri a cui sono stato invitato a partecipare, dove abbiamo espresso una posizione politica, ossia la difesa dell'articolo 29 della Costituzione laddove recita che la famiglia è società naturale fondata sul matrimonio. Ebbene queste iniziative, in difesa del dettato costituzionale e della legge italiana che per esempio punisce la pratica dell'utero in affitto, per l'Arcigay sarebbero forme di omofobia. Tutto il primo capitolo del rapporto Arcigay parla di omofobia istituzionale con riferimento all'attività di presunti movimenti omofobi in cima al quale naturalmente c'è il Popolo della Famiglia. Siccome l'Italia non è un Paese omofobo si tenta di far passare per omofobiche certe posizioni politiche in difesa della famiglia e contro le unioni gay".
Love is Love, Adinolfi (Pdf): 'Per l'Arcigay noi omofobi. Cristiani ormai col marchio d'infamia'

Come rispondete quindi a chi vi accusa di essere omofobi, voi del Popolo della Famiglia e i cattolici in generale?

"Noi del Popolo della Famiglia saremo presenti nei capoluoghi più importanti in cui si vota all'insegna dello slogan "prima la famiglia" e con l'idea di proporre a livello locale un reddito di maternità sul quoziente familiare. La maternità per noi è un'urgenza e la donna che è madre deve essere messa nelle condizioni di essere liberamente mamma, non con un bonus ma con un reddito e con lo sgravio fiscale derivante dal quoziente familiare. Ovviamente siamo a sostegno della scuola cattolica, della libertà religiosa e contrastiamo l'idea che l'unione gay sarebbe famiglia. Ma questo non per una questione di omofobia, ma semplicemente perché la Costituzione come detto delimita perfettamente il recinto del concetto di famiglia. Se passasse l'idea che l'unione gay è famiglia si legittimerebbe anche il principio che il bambino può essere acquistato affittando l'utero di donne in stato di bisogno".

Luxuria su Twitter scrive: "L'omofobo è l'unico malato che non va compatito ma curato". Ma la Giornata contro l'omofobia non è stata istituita anche per rimuovere gli stereotipi sulle malattie sessuali? 

"I gay sono oggi le star del circuito mediatico e quando loro puntano il dito contro qualcuno, per quel qualcuno il dito puntato diventa un marchio di infamia. Se passasse la legge Scalfarotto contro l'omofobia, io sarei denunciato per istigazione all'odio omofobo rischiando anche il carcere. In aggiunta a tutto questo c'è il tratteggiare appunto come malato chiunque esprima opinioni differenti. Ne so qualcosa. Basterebbe leggere gli insulti che ricevo ogni giorno anche per la mia condizione fisica da parte di alcuni di loro".  

L'organizzazione Open Doors ha pubblicato un rapporto denunciando come nel mondo venga ucciso un cristiano ogni 5 minuti. La religione cristiana è la più perseguitata. Non sarebbe il caso di organizzare una giornata contro la cristianofobia?

"Non amo le giornate mondiali, ritengo siano ipocrite. Considerando però che l'Europa ci obbliga a celebrare la giornata contro l'omofobia che non c'è, non c'è dubbio che l'Italia culla del cristianesimo dovrebbe riflettere almeno un giorno all'anno sul martirio che i cristiani subiscono nel mondo e anche sulle discriminazioni che i cristiani subiscono sul nostro stesso territorio nazionale a causa delle opinioni che esprimono". 

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