Love is Love, Mancuso: "Oggi due tipi di omofobia devono preoccuparci"

17 maggio 2017 ore 13:42, Americo Mascarucci
Oggi si celebra la giornata contro l'omofobia e da parte del mondo istituzionale è stato ribadito l'impegno a prevenire e contrastare le varie forme di discriminazione sessuale. Ma come è la situazione in Italia? L'Italia è davvero un paese omofobo? E chi sono oggi i nemici del mondo Lgbt? Intelligonews lo ha chiesto ad Aurelio Mancuso, già presidente di Arcigay e oggi a capo di Equality Italia.

Quanto l'omofobia è oggi un'emergenza sociale?

"Esiste l'odio verso le persone omosessuali, questo è un dato di fatto. Negli ultimi anni sono state messe in campo azioni di contrasto verso queste forme di odio che spesso sono sfociate in atti di violenza. A livello europeo sono state adottate norme molto chiare e tanti progressi sono stati fatti nel mondo. Il senso di questa giornata è ricercare strumenti di prevenzione e di promozione di una cultura inclusiva".
Love is Love, Mancuso: 'Oggi due tipi di omofobia devono preoccuparci'

Chi sono i nemici del mondo gay?

"Ci sono due tipi di omofobia che devono preoccuparci. La prima è di carattere politico istituzionale ed è legata a tutti quei gruppi, partiti, ma anche istituzioni, che promuovono l'esclusione delle persone omosessuali o transessuali. Mi riferisco soprattutto ai gruppi dell'estrema destra ma anche a quei sindaci, per lo più leghisti, che per esempio si sono rifiutati di celebrare le unioni civili. Poi c'è l'omofobia che si sviluppa a scuola con l'aumento dei casi di aggressione e di bullismo di tipo omofobico ma qui ci rassicura il fatto che da parte del Miur c'è grande attenzione su questo fenomeno. Secondo me sarebbe necessario, oltre ad organizzare campagne educative e di sensibilizzazione, anche individuare dei percorsi all'interno dei curricula scolastici rivolti alla diffusione della cultura del rispetto per le persone gay".

E i cattolici? Anche loro sono nella lista dei nemici?

"Nel mondo cattolico si registra una polarizzazione di gruppi di estrema destra e reazionari come dimostra la vicenda della processione che si farà a Reggio Emilia nel giorno del Gay Pride dalla quale però la diocesi ha preso le distanze. Non c'è dubbio che con l'avvento di Papa Francesco nei confronti degli omossessuali c'è stata una maggiore apertura e un cambiamento sostanziale del linguaggio. Sulla gerarchia c'è ancora molto da lavorare ma la Chiesa intesa come popolo di Dio ha fatto molti passi in avanti significativi che non possiamo negare. C'è una realtà di accoglienza, di attenzione contro l'omofobia anche se non è facile cancellare di colpo secoli di oscurantismo omofobo".

Cosa c'è ancora da fare dopo l'approvazione della legge sulle unioni civili?

"Serve correggere la legge sull'omofobia approvata tre anni e mezzo fa alla Camera che giace nei cassetti della Commissione Giustizia del Senato da cui non è mai uscita. Dopo l'approvazione della legge sulle unioni civili sarebbe opportuno rimettere mano a quella legge. Non lo dico per me ma per i tanti giovani che sono le persone più esposte nella società, perché si approcciano alla scoperta della propria identità sessuale senza essere aiutati e assistiti da nessuno, anzi spesso abbandonati e discriminati nella scuola, in famiglia e nei vari ambiti".

Un rapporto di Open Doors denuncia come nel mondo i cristiani siano i più perseguitati: un cristiano sarebbe ucciso ogni 5 minuti. Va bene la Giornata contro l'omofobia, ma non sarebbe anche il caso di istituire una giornata contro la cristanofobia e contro tutte le fobie?

"Io sono favorevole a tutte le campagne e le giornate rivolte a contrastare le discriminazioni. Sarei assolutamente d'accordo a sensibilizzare le opinioni pubbliche mondiali sul dramma dei cristiani perseguitati. Non avrei alcun dubbio".

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