Reato di tortura alla Camera, SAP: "Lasciatelo decadere. Noi peggio di pedofili e mafiosi"

17 maggio 2017 ore 14:46, Stefano Ursi
Il Senato ha approvato, con 195 sì, 8 no e 34 astenuti, il disegno di legge che punta ad introdurre il reato di tortura nell'ordinamento italiano. Ora il testo passa alla Camera. La proposta di legge introduce nel titolo XII (Delitti contro la persona), sezione III (Delitti contro la libertà morale), del Codice penale i reati di tortura (articolo 613-bis) e di istigazione alla tortura (articolo 613-ter). La pena per il reato di tortura sale da 3 a 4 anni e l'istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura, a prescindere dalla effettiva commissione del reato viene punita con la reclusione da sei mesi a tre anni. Sull'approvazione a Palazzo Madama IntelligoNews ha chiesto il parere di Gianni Tonelli, segretario del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP).

Come commenta l'approvazione del Senato del disegno di legge sulla tortura?

''Mi voglio augurare che sia un disegno di legge destinato a decadere alla Camera per un motivo molto semplice: questo è un manifesto ideologico contro chi sviluppa una funzione pubblica, contro i pubblici ufficiali. Noi vogliamo una normativa che sanzioni con forza, duramente e con determinazione i comportamenti di tortura, ma qui non c'è nulla di tutto questo. Al di là del fatto che i comportamenti di tortura sono già fortemente sanzionati nel nostro ordinamento e penso al sequestro di persona, alla violenza privata, alle percosse, alle lesioni: ce n'è per due vite di galera. Questo, ripeto, è un manifesto ideologico e dunque il corpo elettorale si ricordi di questo e sanzioni duramente chi agisce contro i cittadini; perché alla fine gli agenti possono anche mettersi a braccia conserte nel lavorare, poi chi paga però è la brava gente di questo Paese, che è già abbandonata a sé stessa dai tagli''.

Su quali punti si annoda la sua contrarietà?

''Ci sono delle aberrazioni in questo progetto per cui un poliziotto viene trattato peggio di un mafioso o di un pedofilo, come nell'istigazione non accolta; c'è il problema delle sofferenze psicologiche, poi, che non sono legate ad elementi oggettivi ed è dunque impossibile confutarle. Ci sono oggi nella nostra società persone che vivono dei disagi esistenziali enormi e che arrivano addirittura ad uccidersi nonostante non abbiano problemi economici, di salute né affettivi, e allora diventa difficile sostenere le proprie ragioni da parte di chi si difende; se uno viene picchiato dalla Polizia, per esempio, si fa un esame oggettivo di tagli, ecchimosi e via dicendo. O se dice che gli è stato messo in faccia un cuscino, è facile tramite un prelievo del sangue ed un esame specifico, valutare quanta energia è stata scaricata sui muscoli, perché in contrazione producono un enzima particolare. Ma come si fa a dire che si è patita una grande sofferenza psicologica? Magari lei prende un rimprovero dal suo direttore e non ci dorme la notte, mentre un altro collega lo stesso rimprovero se la lascia scivolare addosso e se la ride sotto i baffi. Se non si lega la questione ai dati oggettivi, si lascia al libero convincimento del giudice le più strampalate e bizzarre interpretazioni''.

#tortura #senato #legge #reato
autore / Stefano Ursi
caricamento in corso...
caricamento in corso...