Svolta sociale Europa, il sindacalista Cremaschi: "Diffidare dal fumo a manovella"

17 marzo 2017 ore 11:45, intelligo
di Stefano Ursi

Dal premier Gentiloni alla presidente della Camera Boldrini, si leggono in queste ore molte dichiarazioni che spingono sul concetto del ritorno ad un'Europa sociale. Che significa questo concetto? A questa e altre domande risponde il sindacalista Giorgio Cremaschi, a lungo dirigente della Fiom. Così ad IntelligoNews: ''Solo chiacchiere e propaganda, assieme alla creazione di avversari impresentabili facili da battere. Il 25 Marzo pomeriggio saremo in piazza come sindacati, movimenti e Eurostop per dire che c'è un'alternativa progressista e democratica''.

Ritorno ad un'Europa sociale: fine dell'idea liberalista di Europa? O cos'altro?

Svolta sociale Europa, il sindacalista Cremaschi: 'Diffidare dal fumo a manovella'
Giorgio Cremaschi
''Fanno fumo a manovella, come si diceva in Emilia anni fa. Sono tutte chiacchiere, l'Europa è fondata sugli Stati, se non discutiamo di quelli di che cosa vogliamo discutere? Chiacchiere, peraltro, fatte anche con un pizzico di malafede, perché quando sento parlare di ritorno dell'Europa sociale, si parla del ritorno a qualcosa che non c'è mai stato: non è mai esistita, perché esiste lo stato sociale dei singoli Paesi che l'Unione Europea, da tempo, sta cercando di smantellare. Non esiste uno stato sociale europeo a cui tornare, non c'è mai stato. L'Unione Europea è come il TTP, la CETA, un insieme di trattati che servono a schiacciare i popoli europei sotto il dominio della finanza''.

Si può leggere questa volontà come il tentativo di svuotare i contenitori ''populisti''? Che poi sono quelli del dissenso alle politiche odierne.

''Mi pare chiaro che si tratti di un'operazione che fa credere che l'Europa si possa riformare, ma in questo caso l'imbroglio cade subito perché tutti dicono che si può fare ma nessuno dice come. Da un riformista mi aspetterei che invece di fare chiacchiere al vento mi dicesse dove e come: se mi dicesse che vuole cambiare l'articolo 81 che ha accolto il Fiscal Compact, con ciò intendendo di non voler stare più sotto i diktat di Bruxelles, allora capirei che vuol cambiare qualcosa''.

In molti dicono: ricerca di nuove cure, ma sempre dagli stessi medici...

''Nessuna ricerca di nuove cure, stanno facendo solo ideologia, dietro le quali non c'è nulla, se non il mantenimento dell'Unione Europea così com'è, se non addirittura il suo peggioramento. Perché l'unico percorso concreto di cui stanno parlando è l'Europa a due velocità, che accentua il carattere di dominio liberista di alcuni Stati su altri, e della Germania sugli altri. E in secondo luogo si parla del riarmo dell'Europa, il che significa sempre più risorse per il riarmo e sempre meno per il sociale: questo non mi pare proprio un ritorno all'Europa sociale, anzi un avanzamento verso un'Europa aggressiva sul piano della pace mondiale e verso i suoi popoli. Poi una cosa va detta con grande chiarezza: si stanno inventando gli avversari più facili da battere. Oggi in tutto il Continente c'è una critica dei popoli all'Europa, una crescita di quello che loro chiamano populismo, che altro non è se non un rifiuto dei popoli delle politiche delle élite: se a capo di questi movimenti i media ci piazzano razzisti e xenofobi il gioco è fatto. Mi ha molto colpito, nelle elezioni olandesi, come si siano inventati questo Wilders intuendo che non avrebbe mai vinto, per poter dire alla fine abbiamo vinto. La campagna dunque è duplice, e da un lato crea un ritorno ad un'Europa sociale che non è mai esistita e dall'altra degli oppositori così impresentabili che alla fine servono solo a rafforzare l'Europa''.

Che succederà alle elezioni in Francia e Germania?


''Temo, pur non essendo al momento in grado di fare previsioni, che il tentativo palese sia quello di riproporre lo scenario olandese. Vedremo''.

#europa #ue #sociale #gentiloni
autore / intelligo
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