Corea del Nord, Purgatori: "Nessuna guerra nucleare ma un possibile negoziato"

17 ottobre 2017 ore 14:59, Andrea Barcariol
Continuano le minacce tra Usa e Corea del Nord. L'ultima arriva dal vice ambasciatore nordcoreano alle Nazioni Unite, Kim In Ryong che sostiene che "una guerra nucleare può scoppiare in qualsiasi momento". Questa la frase del diplomatico pronunciato presso la commissione sul disarmo dell'Assemblea Generale Onu, dove ha denunciato che la Corea del Nord è il solo Paese al mondo soggetto a "una così estrema e diretta minaccia nucleare" dagli Usa, sin dagli anni '70. Su questo Intelligonews ha intervistato il giornalista Andrea Purgatori, esperto di politica internazionale.

Corea del Nord, Purgatori: 'Nessuna guerra nucleare ma un possibile negoziato'
Il vice ambasciatore nordcoreano parla di "guerra nucleare che può scoppiare in qualsiasi momento". E' solo strategia della tensione o è credibile?


"La Corea del Nord non ha altre possibilità che minacciare una guerra nucleare per ottenere l'allentamento dell'embargo. Non escludo che nel frattempo lancino un altro missile. Io penso che un canale di dialogo sia stato trovato e che queste siano dichiarazioni per coprire un presunto negoziato, probabilmente attraverso un Paese terzo. Ci dobbiamo augurare che non prevalga la follia da una parte o dall'altra".

Pyongyang ha spostasto alcuni scud, secondo alcuni tecnici è una manovra "per saturare le capacità di difesa avversaria". Secondo lei siamo sempre nel campo delle mosse propagandistiche?


"Sono mosse propagandistiche anche se gli scud, pur essendo un po' obsoleti, possono contenere una testata chimica. Quindi fanno paura, soprattutto a Seul. Il sistema di difesa americano è vero che può essere distratto dal lancio contemporaneo di più missili, ma qui stiamo già entrando in una fase pericolosissima con un missile balistico nordcoreano e il tentativo di abbatterlo degli Stati Uniti. Questo può portare a un incidente molto serio".

Si parla anche di esercitazioni congiunte tra Usa e Corea del Sud con la simulazioni di attacchi. Cosa ne pensa?

"E' una forma di confronto muscolare in cui ciascuna parte cerca di far vedere le carte che avrebbe a disposizione. Certo che la situazione è molto più delicata di quello che possiamo immaginare. Da un momento all'altro può accadere qualsiasi cosa. C'è da augurarsi grande moderazione da parte degli Usa per un'eventuale nuova risposta. C'è anche da dire che Trump sta aprendo un fronte al giorno".

Si riferisce al passo indietro con l'Iran, dopo l'accordo che raggiunse Obama?

"L'idea di affossare questo accordo mi sembra un'idiozia totale. La pace in Medio Oriente è impossibile senza l'Iran. Far saltare l'accordo solo per fare un favore a Israele e Arabia Saudita mi sembra una mossa sciocca che porta a conseguenze inimmaginabili, soprattutto ora con il Califfato che si sta sgretolando. Quella è un'area dove potrebbe scoppiare un'altra guerra tra il Kurdistan che si è dichiarato indipendente, l'Isis che lascia un vuoto e il tentativo delle due super potenze di metterci le mani per prime. Gli americani sono arrivati di corsa a Raqqa, dove hanno liberato una città fantasma perché non c'era più nessuno. Mi preoccuperei di capire dove sono andati a finire tutti i foreign fighters".

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