Fuga dall'Italia, Puglisi: "Colpa della gerontocrazia e del mancato ricambio"

17 ottobre 2017 ore 16:21, Andrea Barcariol
E' sempre più fuga dall'Italia. Nel 2016 si è registrato un boom di giovani che se ne vanno dal nostro Paese: ben 48.600 nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni. E' quanto è emerso dal Rapporto della Fondazione Migrantes della Cei, presentato oggi a Roma. Rispetto al 2015 c'è stato un aumento del 23,3%, mentre l'8,2% vive fuori dai confini nazionali. Su questo tema Intelligonews ha intervistato l'economista Riccardo Puglisi, ed ex responsabile economico del movimento Italia Unica.

Fuga dall'Italia, Puglisi: 'Colpa della gerontocrazia e del mancato ricambio'
Come interpreta questi dati?


"I giovani vanno in mercati più grandi, dove c'è più domanda per competenze qualificate, anche se non tutti quelli che vanno via le hanno. Io, ad esempio, ho studiato economia a Londra per quattro anni, in questo settore in Inghilterra e Stati Uniti ci sono le scuole migliori rispetto all'Italia. E' abbastanza fisiologica la fuga, il problema è che ci dovrebbero essere flussi comparabili verso di noi. L'Italia in alcuni settori ad alta tecnologia fa bene ma non siamo tra i Paesi più all'avanguardia, ci sono Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina. Se rimani indietro prendi meno flussi. Le prospettive per chi ha alte qualifiche sono molto migliori altrove".

Se dovesse individuare il motivo principale della fuga?


"Le gerontocrazia. I salari italiani sono totalmente sbalestrati verso l'alto per chi ha una certa età, generalmente più di 50 anni, mentre sono molto bassi per i giovani, nonostante la produttività più elevata".
 
La conseguenza è anche un mancato ricambio generazionale?

"Assolutamente, è un ricambio molto lento".

Colpisce che la regione con il maggior numero di giovani in fuga è la Lombardia. Che significato dà a questo dato?

"Come dicevano può dipendere anche dalle Università, ci sono persone con competenze abbastanza elevate che vanno via. Anche a livello interno in Italia ci sono molti spostamenti".

La meta preferita dai giovani nel 2016 è stata l'Inghilterra. Prevede un calo post Brexit?

"In futuro non la vedo così facile, certamente ci sono istituzioni d'eccelenza, ma oggi ad esempio mi hanno segnalato un dato importante: nei progetti horizon 2020, quelli di ricerca finanziati dalla Commissione europea, se non ci sono accordi tra la Gran Bretagna e l'Ue, i cittadini britannici potranno partecipare ma senza ricevere fondi dall'Unione Europea. Le conseguenze della Brexit tra un po' si faranno sentire".


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