Omicidio su Facebook, Crepet: "Anche io fra i 3 mln che hanno guardato il video"

18 aprile 2017 ore 16:16, Americo Mascarucci
Uccide un anziano a sangue freddo e poi posta il video dell'omicidio su Facebook dove viene visualizzato in un minuto da oltre 3 milioni di utenti. Poi annuncia pure di aver ucciso almeno un'altra dozzina di persone. E' avvenuto in Usa. Lui è Steve Stephens braccato da due giorni dalla Polizia, che tuttavia non ritiene credibile che l'uomo possa aver davvero ucciso altre dodici persone o anche di più. L'omicidio dell'anziano postato su Fb sarebbe avvenuto secondo gli inquirenti senza una valida ragione, forse per il solo gusto di mostrarlo al mondo. Intelligonews ha intervistato lo psichiatra Paolo Crepet.

Uccide un anziano e posta il video dell'omicidio su Facebook. Un gesto di sfida o l'esempio di un narcisismo che ha rotto ormai ogni regola?

"Bisognerebbe conoscere a fondo questo soggetto per trovare una risposta certa, avere un'idea chiara della sua psicologia. Che ci sia del narcisismo mi pare evidente, è il classico narcisismo legato ai news media Oggi c'è un protagonismo un tempo impensabile anche perché era impensabile che fare una cosa del genere potesse essere mostrata a mezzo mondo".
Omicidio su Facebook, Crepet: 'Anche io fra i 3 mln che hanno guardato il video'

Ma che senso ha postare il video di un omicidio nel momento in cui quello stesso video costituirà poi la prova del delitto commesso? Che psicologia si nasconde dietro una simile scelta?

"Questo fa parte del grande cinismo della persona. Un uomo che arriva ad uccidere un anziano inerme come vogliamo giudicarlo? E' chiaro che ci troviamo di fronte ad uno psicopatico pericoloso che si spera venga arrestato al più presto. Che spiegazione si vuole trovare per motivare il gesto di una persona del genere?".

Il fatto che il video in un minuto sia stato visualizzato da oltre 3 milioni di persone? Vorrà dire qualcosa?

"La morte ha fatto sempre spettacolo, non da oggi. Quando c'è un omicidio per la strada, la gente corre in piazza per vedere il corpo senza vita della vittima. Non ci trovo nulla di strano se non il fatto che adesso con i social si può andare anche oltre vedendo addirittura il filmato dell'omicidio" .

Facebook ha delle responsabilità in tutto questo?

Non è la causa di queste cose. Facebook è uno strumento che fa emergere l’animo umano per quello che è realmente, anche se poi magari non è l’animo umano che i benpensanti vorrebbero fosse". 

I social hanno incrementato o no le patologie psichiatriche? 

"Le tecnologie non sono la causa dei problemi psichiatrici, sono elementi che fanno venire a galla in maniera più evidente certe patologie".

A questo punto che fare per scongiurare che adesso postare omicidi su Fb diventi una moda?
 
"E’ impossibile prevenire certi fenomeni. Fino all'altro giorno questo signore girava libero per la città e oggi ci occupiamo di lui perché ha ucciso una persona inerme, ha postato un video e ha dichiarato di averne uccise molte altre, altrimenti sarebbe rimasto un perfetto sconosciuto. Gli omicidi a sangue freddo ci sono sempre stati e non nascono con Facebook, sono parte della cronaca nera di tutti i tempi. Che poi oggi questa cosa sia visto da sei milioni di persone è un’altra cosa. Del resto anche io ho visualizzato il video e l'ho fatto per interesse professionale, anche in previsione di dover commentare la cosa. Quindi anche tante altre persone come me potrebbero averlo visto per analoghe ragioni di carattere professionale o per mille altri motivi che nulla hanno a che fare con un temuto rischio di emulazione. Non tutti quelli che l'hanno guardato possono essere considerati dei potenziali assassini, senza escludere ovviamente che qualcuno possa averlo fatto anche con l'intenzione di imitarlo. Ma come si fa a saperlo?". 
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