Terremoto, geofisico Boschi: "L'avevo detto, sisma durerà. Cosa fare ora"

18 gennaio 2017 ore 11:50, Adriano Scianca
Aveva detto che la dinamica sismica messa in moto dal terremoto di agosto sarebbe andata avanti per mesi e le scosse di oggi sembrano avergli dato ragione. Il geofisico Enzo Boschi non sembra sorpreso dai terremoti di oggi e a IntelligoNews spiega: “Quella zona continuerà a essere sismica, dobbiamo solo intervenire sulla prevenzione”.

Terremoto, geofisico Boschi: 'L'avevo detto, sisma durerà. Cosa fare ora'

Tre forti scosse nel giro di mezzora, a cinque mesi dal primo terremoto. Si tratta di un andamento atipico o rientra in una casistica già nota agli esperti?

«In quest'ambito la normalità non esiste. Le zone di cui stiamo parlando sono fortemente sismiche. Io avevo detto che la sequenza cominciata ad Amatrice il 24 agosto e poi rinforzata in ottobre con la scossa fortissima di magnitudo 6.5 sarebbe durata mesi. E questo è quello che sta accadendo. La scossa di oggi rientra, dal punto di vista delle analisi statistiche in questo tipo di sequenza. Questo non deve meravigliare. Dovrebbe meravigliare se non fossero state prese le dovute precauzioni da parte della Protezione civile in questa zona. Spero che nessuno sia stato coinvolto nelle scosse di oggi».

Gli abitanti di quelle zone, forse, cominciavano a pensare che il peggio fosse passato. Si sbagliavano?

«La sismologia non passa mai. Possono esserci un anno, due anni di tranquillità, ma una zona così fortemente sismica come l'Appennino centrale continuerà a essere sempre sismica. Non ci dobbiamo meravigliare, dobbiamo solo fare una prevenzione seria una volta per tutte, in modo da poter gestire le situazioni di emergenza in modo più intelligente».

Qualcuno comincia a pensare di abbandonare quelle terre. È una scelta troppo drastica?

«Bisognerebbe analizzare caso per caso. Va detto che, anche a breve distanza, il luogo in cui si costruisce può essere più o meno pericoloso. Bisogna vedere il suolo in cui sono le fondamenta degli edifici che costruiamo, che, in caso di terremoto, può sollecitare maggiormente la costruzione stessa o addirittura portarla al crollo. Ma, ripeto, sono decisioni che vanno prese caso per caso e soprattutto vanno prese da gente molto competente».
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