Roma al grande freddo, Caritas: "Andare oltre l'emergenza, dal Comune servono fatti"

18 gennaio 2017 ore 12:51, Americo Mascarucci
"Andare oltre l'emergenza freddo, dalla politica ci aspettiamo fatti concreti, muoiono i clochard e aumentano i poveri italiani".
E' lo scenario delineato da Roberta Molina responsabile dell' Area ascolto e accoglienza della Caritas. 
Intelligonews prosegue il suo viaggio nel mondo del volontariato per capire quanto la povertà stia diventando un'emergenza e quanto l'impegno dei volontari stia sopperendo sempre di più a Roma alle carenze dell'Amministrazione comunale.

In questi ultimi giorni abbiamo assistito all'emergenza rappresentata dal grande freddo e dalla morte in strada di sei clochard in varie città italiane. Tante le polemiche contro l'inerzia del Comune di Roma, cui ha fatto da contraltare l'efficienza del volontariato. Come Caritas che azioni avete messo in campo?

"Il freddo arriva tutti gli anni, quindi non facciamo altro che potenziare i servizi che garantiamo costantemente. Abbiamo potenziato i posti letto, aggiungendone 40 sull'ostello di via Marsala, 20 sulla casa accoglienza di Santa Giacinta e 20 a Ostia. Poi tutte le sere usciamo con un numero massimo di sette macchine, perlustrando le zone di Roma più isolate per raggiungere le persone che vivono sole, che non stanno in gruppo, e che quindi rischiano di morire di più. Abbiamo un centinaio di volontari impegnati a raggiungere queste persone e portare loro sacchi a pelo. Abbiamo attivato anche un centralino telefonico perché crediamo nella responsabilità di ogni singolo cittadino. Chiunque può così segnalare la presenza di persone per strada o in condizioni di disagio. Roma è sterminata e non è possibile raggiungere ogni zona. Le segnalazioni dei cittadini possono quindi aiutarci molto".

Come si svolge l'attività tipica del volontario?

"Distinguiamo due diverse tipologie di volontari. Abbiamo centri di accoglienza, mense, case famiglia e in queste strutture operano volontari fissi tutto l'anno. In questa situazione particolare di grande freddo invece abbiamo come volontari persone che hanno offerto la disponibilità ad uscire la sera. Con queste ci si vede la sera intorno alle 20, si fa il punto della situazione e poi ognuno parte a bordo delle auto dirette nelle zone in cui ci sono state segnalate persone in difficoltà. In ogni auto c'è sempre una persona esperta che svolge questa attività da sempre, e altri volontari che magari sono alla loro prima uscita". 
Roma al grande freddo, Caritas: 'Andare oltre l'emergenza, dal Comune servono fatti'

Alle mensa di Sant'Egidio abbiamo potuto notare la presenza, oltre che degli stranieri, di tanti italiani diventati poveri. Anche alla Caritas è così?

"Purtroppo sì, ci sono moltissimi italiani con problematiche diverse. Non c'è soltanto il problema della povertà, ma vengono da noi anche persone con disagi psichici o con problemi di alcolismo. E' però vero che negli ultimi tempi c'è stato un incremento di italiani che si sono avvicinati alle nostre mense. Persone che si sono trovate costrette ad affrontare situazioni purtroppo normali, come può essere la perdita del lavoro, senza riuscire più ad andare avanti fino a doversi rivolgere a noi per mangiare o a dormire in auto. Oggi purtroppo certe situazioni degenerano con maggiore facilità. Molte di queste persone spesso non accettano di essere aiutate perché vivono un disagio psichico che le porta a non accettare la loro situazione. Su di loro va impostato un lavoro molto più lungo e complesso".

Molte le critiche nei confronti della Giunta Raggi accusata di non essere in grado di gestire l'emergenza povertà. Rispetto al passato la situazione, a livello di impegno concreto del Comune, è migliorata o peggiorata?

"Difficile dirlo. Abbiamo bisogno di politiche serie per le persone che vivono in condizioni di disagio. Bisognerebbe innanzitutto attivare percorsi di reinserimento nel lavoro e di reintegrazione nella società Questo è un lavoro che prescinde dalle emergenze. Oggi scopriamo la povertà perché i clochard sono morti per il freddo, ma non è che passsato il freddo il problema della povertà non esisterà più. Credo che potremo ritenerci soddisfatti quando finalmente vedremo atti concreti in tal senso. Noi accogliamo gli ultimi degli ultimi. Dalle 3000 di qualche anno fa oggi sono salite ad 8000 le persone che vivono sulla strada. C'è molto lavoro da fare e noi non ci stancheremo di sollecitare il Comune a dare risposte". 
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