Parla Borghezio condannato per insulti a Kyenge: "Sono un perseguitato politico"

18 maggio 2017 ore 15:20, Americo Mascarucci
L’europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio è stato condannato per diffamazione aggravata dalla finalità di odio razziale, contro l’ex ministro Cécile Kyenge e dovrà pagare una multa di mille euro. Il Tribunale di Milano ha inoltre stabilito che Borghezio dovrà risarcire l’ex esponente del governo Letta con 50mila euro, oltre a dover pagare le spese legali. Borghezio è finito sotto accusa per alcune espressioni pronunciate durante un’intervista al programma radiofonico La Zanzara. Nel 2013 l'eurodeputato leghista aveva detto che l'allora ministra voleva "portare le sue tradizioni tribali in Italia" e che "gli africani appartengono a un'etnia molto diversa dalla nostra". L’avvocato dell’ex ministra aveva chiesto un risarcimento di 140mila. Il pm, invece, aveva chiesto per l’imputato una condanna ad una multa di 6mila euro. Intelligonews ha raggiunto l’esponente leghista.

Borghezio, come commenta la decisione del Tribunale di Milano?

"Mi sento un perseguitato politico. Ho il massimo rispetto per l’organo giudiziario che ha emesso la sentenza ma ritengo che contro di me sia stata attuata una persecuzione politica. Non sono stato certo l’unico ad aver espresso critiche all’ex ministro anche con il ricorso ad espressioni forti, però altri miei colleghi che le hanno pronunciate sono stati coperti dall’immunità parlamentare. L’unico ad essere perseguito penalmente sono stato io. Per me c’è una chiara volontà del Partito Democratico di tapparmi la bocca a suon di sanzioni pecuniarie e risarcimenti. Ma stiano tranquilli, io non mi lascerò intimidire".

Che c’entra scusi il Partito Democratico? Qui sono i giudici ad aver comminato le pene? 

"E’ stato il Pd a non volermi riconoscere l’immunità e dai loro interventi in aula è stata sempre evidente tutta l’ animosità nei miei confronti. In quella trasmissione io ho espresso opinioni politiche nei confronti di un ministro in carica senza alcun rancore personale ma esprimendo dubbi sulla sua politica e quella del Governo. L’accanimento politico e parlamentare del Pd contro di me è stato davvero sconcertante, ragione per cui d’ora in avanti nei loro confronti non farò sconti. Occhio per occhio, dente per dente". 

Perché l’immunità non le è stata riconosciuta? Ci sono motivazioni specifiche?

"Il relatore della questione presso la competente commissione del Parlamento europeo ha sostenuto il mio diritto di essere coperto dall’immunità parlamentare ma l’animosità del Pd ha fatto in modo che poi in aula questo diritto non mi venisse riconosciuto".

Ma qual è la frase che i giudici hanno ritenuto diffamatoria?

"La diffamazione è opinabile, io resto dell’idea che nelle mie frasi non ci fosse nulla di offensivo. In sostanza il giudice ha ritenuto che l’insieme delle opinioni esprese avesse un tasso offensivo. Rispetto la sentenza della magistratura, ma non posso condividerla. Io ho svolto un mio legittimo diritto di critica politica.

A questo punto farà ricorso?

"Certamente sì, ma questa rimane una pagina preoccupante perché non ritenevo che in italia la battaglia politica si facesse con le richieste di risarcimento. E’ assurdo che un cittadino debba correre il rischio di doversi vendere la proprietà per poter esprimere liberamente il proprio pensiero, oltretutto in un Paese che si definisce civile".

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