Di Maio premier, Becchi: "In ballo non c'è solo il governo. Un consiglio a Fico"

18 settembre 2017 ore 16:43, Americo Mascarucci
"Ma lo sanno i militanti del Movimento 5Stelle che votando Luigi Di Maio premier, faranno definitivamente fuori Beppe Grillo? Io credo di no, e questo andrebbe spiegato ai nove milioni di elettori che hanno votato M5S riconoscendo come leader solo e soltanto Grillo". Ad affermarlo il filosofo Paolo Becchi che ad Intelligonews commenta la candidatura di Luigi di Maio a premier di un futuro possibile governo, ma anche a leader M5S. E lancia un appello a Roberto Fico: "Non ti candidare, faresti soltanto il gioco di Di Maio e Casaleggio junior".
Di Maio premier, Becchi: 'In ballo non c'è solo il governo. Un consiglio a Fico'

Di Maio candidato premier. Ha vinto, come sostiene l'ala dura e pura dei 5S, la politica della moderazione, del compromesso stile Cernobbio, dell'adesione all'Alde, dell'anti-europeismo annacquato? E' la fine del movimento anti-sistema? 

"Di sicuro il Movimento 5Stelle di oggi non è più quello del 2013. Si può parlare per certi versi di metamorfosi a 360 gradi. E' evidente che nel Movimento 5Stelle di oggi la figura di potere dominante è quella di Luigi Di Maio e temo si tratti di un potere difficile da arginare, considerando anche il supporto che il vicepresidente della Camera può godere da parte della Casaleggio Associati soprattutto nel campo della comunicazione. Tuttavia ho come l'impressione che si stia correndo un pò troppo".

In che senso?

"Mi spiego meglio. E' Beppe Grillo, non Luigi Di Maio, che alle politiche precedenti ha preso nove milioni di voti. Il carisma non lo si acquisisce andando a Cernobbio alla corte degli industriali e ottenendone il plauso. Siamo nell'epoca del voto liquido e lo dimostra l'esperienza del Pd, partito che alle ultime elezioni europee aveva il 41% e oggi arriva a mala pena alla metà. Anche i nove milioni di voti dei 5Stelle potrebbero volatilizzarsi allo stesso modo. Può il M5S affrontare le elezioni in Sicilia e poi le politiche senza Grillo? Io non so perché Beppe abbia deciso di farsi da parte come leader. Che lo facesse era naturale, ma mi sarei aspettato che questo passo indietro avvenisse dopo le politiche. E temo che i militanti chiamati a scegliere Di Maio non si rendano conto fino in fondo cosa andranno a votare. Qui non si tratterà soltanto di votare Di Maio candidato premier ma di certificare che Beppe Grillo non è più il leader, il capo politico. E siete proprio sicuri che i nove milioni di elettori che hanno votato Grillo riconoscendogli la leadership del M5S accetteranno automaticamente che questa passi a Di Maio? Io ho seri dubbi e sono anche convinto che tanti militanti, quando capiranno che la vera posta in gioco non è su chi sarà o meno premier, ma su chi dovrà guidare il Movimento, non saranno così uniti nell'accettare che il timone passi a Di Maio e al figlio di Casaleggio. Stanno votando contro Grillo non per Di Maio".

Ma è stato Grillo ad annunciare il passo indietro e a lanciare in pista Di Maio? Così il vice della Boldrini non ha l'investitura del capo?

"E' vero, ma sarebbe a questo punto interessante capire perché Grillo si sta facendo da parte in questo momento. Lui che poco tempo fa aveva annunciato a tutto il mondo di essere tornato per guidare il Movimento alle elezioni politiche. Cosa è successo nel frattempo? Perché se ne sta andando prima delle elezioni politiche? Perché mescolare la premiership con la leadership? Poteva benissimo lanciare Di Maio premier ma mantenere la leadership politica. Qualcosa in tutto questo non torna e credo che diversi elettori dei 5S si stiano ponendo delle domande. Si ritira per motivi personali e privati? Se così fosse vanno rispettati? Ma gli elettori capiranno tutto questo?".

Al momento però Di Maio sembrerebbe non avere rivali. I suoi avversari starebbero puntando su Roberto Fico. Secondo lei potrebbe avere chance?

"Assolutamente no, Roberto Fico non deve cadere nella trappola. Vogliono farlo candidare per evitare un'elezione plebiscitaria a Di Maio e dimostrare che nel Movimento 5Stelle c'è democrazia. Non regge più il trucchetto della casalinga di Voghera che si candida sapendo di non avere alcuna possibilità di essere eletta, utile soltanto a dimostrare che nel Movimento 5Stelle tutti si possono candidare ed essere eletti. La casalinga di Voghera che si candida contro Di Maio rischierebbe di trasformare le elezioni in una farsa, per questo serve un personaggio di spicco che possa competere quasi alla pari con lui. A Fico dico di stare attento. Se accettasse non farebbe altro che legittimare Di Maio dando una parvenza di democrazia ad una consultazione che invece così come si presenta ha molto di bulgaro e poco di realmente democratico". 





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