Avvenire per Ius Soli, Meluzzi: "Anche Don Milani oggi contrario. Parroci insorgete"

18 settembre 2017 ore 15:14, Americo Mascarucci
Alcuni parroci hanno boicottato Avvenire dopo che ieri il quotidiano della Cei ha confezionato una pagina in favore dello Ius Soli. A questi sacerdoti, che si sono rifiutati di distrubuirlo nello loro chiese, non è piaciuto che Avvenire sia entrato a gamba tesa, e con toni quasi perentori rivolti ai parlamentari cattolici, su un argomento che non attiene al magistero della Chiesa e alla difesa dei valori etici. Insomma, lo Ius Soli non è un dogma di fede tale da richiedere una crociata da parte del principale giornale cattolico espressione dei vescovi italiani. E c'è chi sospetta che la pagina di Avvenire sia servita per bilanciare le parole di Papa Francesco sull'accoglienza sostenibile che molti avevano letto come un appoggio alla politica del ministro Minniti sull'immigrazione. Intelligonews ne ha parlato con lo psicologo Alessandro Meluzzi.
Avvenire per Ius Soli, Meluzzi: 'Anche Don Milani oggi contrario. Parroci insorgete'

Alcuni parroci si sono rifiutati di distribuire Avvenire in chiesa per la pagina in favore dello Ius Soli. Come commenta?

"Meno male, vuol dire che c'è ancora speranza"

Lei vede dietro questa iniziativa del quotidiano Cei il tentativo di bilanciare o mitigare l'eco delle parole di Papa Francesco dei giorni scorsi sull'accoglienza sostenibile?

"Non voglio entrare nel merito dei rapporti fra Santa Sede e Conferenza episcopale italiana proprietaria di Avvenire. E' materia troppo complicata. Quello che stupisce è sicuramente la posizione dei vescovi italiani su questa materia. Di fronte ad una palese volontà della maggioranza degli italiani di rifiutare una colonizzazione afro-islamica del Paese realizzata attraverso deportazioni fatte da navi negriere: di fronte ad un movimento che riguarderà centinaia di milioni di persone che nell'ambito di un certo disegno desidera la trasformazione dell'Europa e dell'Italia in una sorta di appendice dell'Africa, la posizione dei vescovi non si capisce da cosa possa essere mossa. Non vedo francamente ragioni di carità. Don Milani diceva che non c'era nulla di più ingiusto che dare cose uguali a persone diverse e promettere ciò che non si può dare". 

Il direttore Tarquinio dalle colonne di Repubblica ha pure lanciato un appello a Forza Italia e ai centristi perché rivedano il loro No. Ma la libertà di coscienza del cattolico può valere sui temi etici e non sullo Ius Soli?

"Di fronte allo scandalo dell'aborto, alla distruzione della famiglia, alla confusione del genere, di fronte a questioni che riguardano la pena di morte e il calpestamento di valori che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI avevano definito non negoziabili, di fronte ai cristiani perseguitati nel mondo, ecco il paradosso del direttore di Avvenire che fa propaganda per un provvedimento inviso alla maggioranza degli italiani. Io non sono cattolico ma ortodosso, e nonostante ciò rispetto il soglio di Pietro e il suo primato sulle altre chiese e in questo momento l'unica parola che mi viene dal cuore è solo una: vergogna". 




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