Terremoto Amatrice, Pirozzi: "Mi aspetto cavallette, ce le mangeremo. La paura non ci fermerà"

19 gennaio 2017 ore 16:44, intelligo
di Stefano Ursi

Il Centro Italia è sotto una intensa, eccezionale nevicata. E poi il terremoto, che ha scosso ancora una volta territori già profondamente e dolorosamente colpiti dalle scosse di Agosto e Ottobre. Ancora una volta colpita, fra gli altri, c'è Amatrice, che oggi sperimenta la sofferenza ma anche, come spiega ad IntelligoNews il sindaco Sergio Pirozzi, la ''volontà di non mollare. Siamo una grande nazione, stringiamoci e ripartiamo''.

Le turbine sono arrivate? Com'è la situazione?

''Le turbine sono in funzione e stanno arrivando. E dato anche il miglioramento delle condizioni meteorologiche l'intervento sta riuscendo su tutto il territorio''.

C'è qualcos'altro di cui avete bisogno? Volete fare un appello?

Terremoto Amatrice, Pirozzi: 'Mi aspetto cavallette, ce le mangeremo. La paura non ci fermerà'
''Vede, in questa fase il mio pensiero va a tutte le aree che sono state colpite dal terremoto, e soprattutto da questa eccezionale nevicata. Faccio un ringraziamento a Fabrizio Curcio (Capo Protezione Civile ndr), perché non è facile intervenire visto il gran numero di aree colpite. Pare un castigo divino, io qui mi aspetto le cavallette per Pasqua, ma ce le mangeremo, lo dobbiamo fare in onore delle persone che non ci sono più". 

Sui problemi attuali, dovuti anche alla macchina burocratica, vuole dire qualcosa?  

"Si resiste, e non mi pare giusto fare, in questa situazione, una caccia al colpevole: aiutiamoci, da grande nazione, e poi arriverà il momento per discutere su come abbreviare le procedure, per fare in modo che la burocrazia non intralci il lavoro dell'uomo. Perché il vero problema è questo. Lo sforzo che viene profuso in questi giorni è eccezionale e il mio pensiero va a chi non c'è più, perché ha perso la vita in quell'hotel. Stringiamoci e aiutiamoci, ripeto, da grande nazione quale siamo: il mio messaggio è questo''.

Ci sono ancora persone isolate al momento?

''Si, pochissime e siamo in contatto con loro. Il problema, c'è da dire, è anche di carattere psicologico perché le scosse ripetute creano paura. Ma noi ci siamo, e quando le persone sono sconfortate io ricordo sempre che siamo vivi, e quando lo diventano ancora di più ricordo i 239 amici che non ci sono più. Dobbiamo pensare al futuro, all'area commerciale, al nuovo liceo scientifico sportivo turistico internazionale... e poi la vera grande sfida sarà quella di ricostruire Amatrice con le tecniche più moderne così che possano fare da contraltare alla forza della natura. Abituiamoci a vivere con la natura e a rispettarla. Questa, io penso, è una grande opportunità per la nostra comunità e per tutte le aree del Centro Italia''.

Su questa volontà di rimanere e di ricostruire sono tutti d'accordo, oppure, in virtù di tutto quello che sta succedendo, qualcuno sta pensando di andare via?

''Il giorno dopo è sempre così, la paura prende il sopravvento. Ma il sindaco rimane qui, non molla, continuerà a vivere in questa splendida terra, che io sono convinto tornerà ad essere più bella e più forte di prima''.
autore / intelligo
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