Gabrielli sul G8, Tonelli (SAP): "Era una guerra, rimestare nel torbido non serve"

19 luglio 2017 ore 13:32, Andrea Barcariol
Stanno facendo discutere la frasi di Franco Gabrielli sul G8 di Genova del 2001 rilasciate in un'intervista a La Repubblica. Il Capo della Polizia ha affermato che la gestione dell'ordine pubblico a Genova: "Fu semplicemente una catastrofe". Non solo. "La Diaz è diventata capro espiatorio e pochi ricordano Bolzaneto. Dove, lo dico chiaro, fu tortura... Se io fossi stato Gianni De Gennaro mi sarei dimesso, senza se e senza ma". IntelligoNews ha chiesto a Gianni Tonellisegretario del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) un commento su queste frasi.

Gabrielli sul G8, Tonelli (SAP): 'Era una guerra, rimestare nel torbido non serve'
Gabrielli, in riferimento al G8 di Genova, ha detto che al posto dell'allora Capo della Polizia si sarebbe dimesso. Cosa ne pensa?


"Sono fatti avvenuti in un contesto straordinario, che ha indignato il mondo, credo che serva solo a rimestare nel torbido. Mi dispiace che il Capo della Polizia si sia prestato al gioco del quotidiano che non ha grande simpatia per le Forze dell'Ordine. Io non lo avrei fatto. E' un episodio accaduto in un contesto di vera e propria guerra, non voglio giustificare, ma non si può vedere il fenomeno solo in una prospettiva. Anche la Corte di Strasburgo ha riconosciuto che Carlo Giuliani in quel momento stava attentando alla vita del Carabiniere Placanica, a lui è stata dedicata una sala (un ufficio ndr) in Senato. Il problema è che esistono due pesi e due misure. Io non voglio chiedere sconti per le responsabilità di cui si fossero resi responsabili i miei colleghi durante il G8. Con altrettanta determinazione dico che non mi sembra che ci sia stata la stessa severità in entrambe le direzione, una città è stata distrutta, ma ci si è concentrati unicamente sulle responsabilità della Polizia".

Responsabilità però che sono state gravi.

"Quello che è successo è grave, non sono intellettualmente disonesto, ma va collocato rispetto a quanto stava accadendo in quel periodo. Gabrielli avrebbe potuto dire che lui avrebbe fatto una denuncia per tortura, ma se poi si è trattato di tortura vera lo diranno i magistrati. Invece che del G8 avrebbe dovuto parlare degli aspetti assolutamente inaccettabili di questa legge (la Camera lo scorso 5 luglio ha dato il via libera al ddl sul reato di tortura ndr) che va contro i suoi uomini".

Perché?

"A partire dall'istigazione non accolta, che non è sanzionata nel nostro ordinamento per i pedofili, ed invece è stata normata per i poliziotti. Il governo ha una responsabilità gravissima in merito a questa legge che è un manifesto ideologico contro le Forze di Polizia al fine di inibirne l'attività e non punisce il reato di tortura. Il cittadino onesto non è il centro del sistema, ormai lo sono i delinquenti. La brava gente deve caricarsi l'onere di tollerare i comportamenti infausti di questi deviati. Al punto tale che viene censurata qualsiasi attività di legittima difesa".


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