Catalogna, Panella: "Secessionisti dilettanti: Europa sconta il Kosovo"

19 ottobre 2017 ore 12:55, Americo Mascarucci
Sabato il governo di Madrid arttiverà l'articolo 155 e sospenderà l'autonomia della Catalogna. Lo ha annunciato il portavoce del premier Mariano Rajoy di fronte al rifiuto del presidente catalano Puigdemont di chiarire se nel suo ultimo discorso al parlamento ha dichiarato o no l'indipendenza. Puigdemont non ha risposto, ma ha chiesto l'apertura di un dialogo con il governo, richiesta però che Rajoy ha rispedito al mittente sulla base anche dell'ultimo pronunciamento dei giudici costituzionali che hanno ribadito come tutti gli atti posti in essere da Barcellona siano di fatto illegali, ad iniziare dalla convocazione del referendum. Cosa accadrà adesso e quali ripercussioni si avranno in Europa? Intelligonews lo ha chiesto al giornalista Carlo Panella esperto di scenari geopolitici.
Catalogna, Panella: 'Secessionisti dilettanti: Europa sconta il Kosovo'

Il governo spagnolo ha annunciato per sabato l'attivazione dell'articolo 155 e la sospensione dell'autonomia catalana. E' una strada obbligata a questo punto?

"La situazione ormai è precipitata, l'avventurismo dei secessionisti catalani ha dimostrato dei tratti sconcertanti con una totale assenza di intelligenza politica. Quando non si è in grado di compiere un atto di forza non sarebbe nemmeno il caso di minacciarlo".

Quindi è tutta colpa di Puigdemont?

"Rajoy ha ragione dal punto di vista storico e costituzionale ma ha commesso grandi errori dal punto di vista tattico. A mio giudizio avrebbe dovuto prevenire questa situazione e non è stato capace di farlo. Tutto questo si poteva evitare con una saggia politica di concessione di ulteriori spazi di autonomia nei confronti della Catalogna. Lui invece ha fatto il contrario, chiudendo questi spazi. Premesso ciò è chiaro che hanno torto i secessionisti catalani, anche perché rappresentano una minoranza. Tralasciando il diritto o meno della Catalogna a proclamare l'indipendenza, qui c'è un dato indiscutibile. Hanno votato per l'autonomia il 90% dei catalani ma su un 42% di partecipanti al voto. Quindi una minoranza non può fare un atto di forza. Questo spiega anche la figura penosa che stanno facendo i secessionisti, fra tentennamenti e continui rinvii. Una situazione assurda che fa il paio con quanto avvenuto in Kurdistan, seppur in un contesto molto più drammatico. Anche lì un referendum sull'indipendenza si è trasformato non soltanto in una farsa, ma nell'occasione per perdere larga parte del territorio petrolifero che i curdi avevano acquisito di diritto dopo aver cacciato l'Isis. Mi preoccupa il fatto che questa minoranza catalana, soprattutto le ali più estreme, potranno reagire in maniera violenta alla decisione di Rajoy. Temo assisteremo a giornate tristi per la Catalogna".

A questo punto che dovrebbe fare l'Europa?

"L'Europa non esiste, e non credo possa intervenire in questa vicenda con una posizione chiara e coerente. Se dicesse che nessuna regione ha diritto di proclamare l'indipenenza dallo Stato cui appartiene, dovrebbe poi spiegare perché ha accettato la seperazione del Kosovo dalla Serbia. La verità è che l'Europa non ha una sua politica estera e rischia di contraddirsi come in questo caso difendendo le ragioni di Madrid dopo non aver difeso quelle della Serbia. Preferisce quindi restare a guardare".
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