PRIMARIE DI MAIO/Candidata Fattori (5S): "Chi decide chi è big'? Quanto maschilismo"

19 settembre 2017 ore 13:42, Stefano Ursi
Sono sette i nomi, oltre a quello annunciato di Luigi Di Maio, che il blog di Beppe Grillo ha reso noti come candidati aspiranti premier del Movimento 5 Stelle. Vincenzo Cicchetti, Elena Fattori, Andrea Davide Frallicciardi, Domenico Ispirato, Gianmarco Novi, Nadia Piseddu e Marco Zordan. IntelligoNews ha sentito Elena Fattori, senatrice del M5S, a cui ha posto alcune domande sul perché della scelta, sui punti che metterà in rilievo e una risposta alle critiche di chi parla di 'unico candidato big'. ''Cosa si definisce big a me sfugge: noi siamo tutte persone che lavorano da cinque anni in Parlamento con grandi risultati. Il fatto di definire big chi si espone di più ai media – spiega in un passaggio Fattori – non è nelle corde del Movimento 5 Stelle''.

PRIMARIE DI MAIO/Candidata Fattori (5S): 'Chi decide chi è big'? Quanto maschilismo'
Elena Fattori
È una competizione per un ruolo molto importante. E' emozionata?

''No, perché come attivista del Movimento 5 Stelle da un decennio ormai sono abituata a mettermi in gioco e a metterci la faccia. Questa è una di quelle occasioni in cui ho ritenuto importante farlo e quindi non mi sento assolutamente in imbarazzo''.

Competizione questa in cui spicca un gigante Luigi Di Maio, che viene descritto come un gigante. Sarà una battaglia dura.

''Anche qui, io non la vedo come una battaglia ma come un proporsi insieme: lui con delle caratteristiche di vita e di esperienza, il suo carisma e la sua importanza, Luigi ha tutta la mia stima e lo sa, e io con altre caratteristiche. Questo è il modo del Movimento 5 Stelle. Non siamo mai in competizione, ci proponiamo ognuno con le proprie caratteristiche per dare maggiore scelta ai cittadini''.

Che punti del suo 'programma' si sente di mettere in rilievo?

''Il programma ovviamente è quello del Movimento, che quando ci siamo candidati abbiamo dichiarato avremmo portati avanti. Poi come tematiche a cui mi sento più vicina, io mi sono occupata del programma agricoltura, di tutta la questione dei rapporti con l'Europa per ciò che riguarda commercio e libero scambio. Colgo l'occasione per ricordare che la settimana prossima verrà calendarizzato in Aula il CETA, e nel silenzio dei media si sta facendo un trattato di libero scambio che metterà in ginocchio la nostra agricoltura. Io sono stata membro della Commissione Politiche UE e sono particolarmente attenta al programma per l'Italia in Europa, che sarà il punto più importante dei prossimi anni: governare le modalità di interazione con l'Unione Europea e la globalizzazione''.

Come risponde alle critiche di chi scrive che c'è unico candidato big, e che così il Movimento sta diventando un partito?

''Vede, cosa si definisce big a me sfugge: noi siamo tutte persone che lavorano da cinque anni in Parlamento con grandi risultati. Il fatto di definire big chi si espone di più ai media non è nelle corde del Movimento 5 Stelle. Anche per questo i nostri attivisti non sono così scandalizzati. Big è anche il consigliere comunale che si è speso per il M5S in questi anni, e sul territorio è difficilissimo. Quindi mi dà anche fastidio questa minimizzazione del fatto che alcuni consiglieri comunali abbiano deciso di partecipare: è veramente ignobile questa cosa. Quando Virginia si è candidata io sono stata in diverse trasmissioni televisive in cui mi si chiedeva perché avevamo candidato una persona che sicuramente avrebbe perso le elezioni. E perché non era stato candidato Di Battista. Ora Virginia è sindaco di Roma. Quindi anche questa percezione di cosa è 'big' e cosa è 'small' a me pare sia stata fallimentare. Io non la vedo come una competizione, ma come una bella prova di democrazia diretta, che purtroppo nessuno capisce. Un piccolo inciso: non è che c'è un po' di maschilismo in questo voler dire 'la senatrice che nessuno conosce'? Secondo me c'è ancora un po' di sessismo nel dire questo, non trova?''

Le è stato detto?

''Lo vedo scritto ovunque. Forse un minimo di sessismo c'è, lo intuisco. E poi le modalità un po' più soft che può avere una donna nella politica sono interpretate come debolezza o non essere big. Questo lo trovo inquietante. Io sono una persona molto calma e pacata. Magari conta anche l'essere donna per essere diffamati''.

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autore / Stefano Ursi
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