Referendum, parla Gianfranco Librandi: "Ecco perché, da politico e imprenditore, io voto Sì"

02 dicembre 2016 ore 13:07, intelligo
di Stefano Ursi

Verso il Referendum costituzionale del 4 Dicembre, ultime spasmodiche ore di campagna refendaria prima delle urne. Sulle ragioni del Sì alla riforma, l'On. Gianfranco Librandi, di Civici e Innovatori, parla con IntelligoNews e, nelle ore che precedono l'evento organizzato a Saronno per convincere anche gli ultimi indecisi, spiega come quella sulla riforma costituzionale sia una battaglia da combattere fino all'ultimo “per il futuro e contro la conservazione dello status quo”. Parla da politico ma anche da imprenditore, la sua analisi non prescinde da un discorso sulla stabilità dell'Italia e contro ogni speculazione economica: “E' quello che mi preoccupa di più”.

On. Librandi, perché votare Sì?


“Come imprenditore dico che occorre votare Sì per evitare di riempire le tasche degli speculatori, che scommetteranno sull'euro al ribasso e faranno pagare a noi, e ai nostri figli, i costi di questa speculazione. Di ragioni ce ne sono tantissime, è evidente, ma questa è quella che, come imprenditore, mi vede più preoccupato”.

E' un Sì, dunque, anche per le imprese e il sistema economico italiano?

Referendum, parla Gianfranco Librandi: 'Ecco perché, da politico e imprenditore, io voto Sì'
l'On. Gianfranco Librandi
“È un Sì assolutamente convinto. Io vedo che chi dice No lo fa innanzitutto per cercare di cambiare il Governo e quindi per prendere il posto di chi c'è, ma non avendone le competenze. E poi c'è Silvio Berlusconi, che dice 'forse sì' e 'forse no' così le persone non ci capiscono nulla, e che in questo momento particolare della sua vita invece di ascoltare l'appello a votare Sì e salvare l'Italia, o di pensare alle sue aziende e come gli dice Confalonieri ai suoi nipoti, vuole la vittoria del No per punire Renzi, relativamente al saltato accordo sulla nomina del Presidente della Repubblica. Sono sicuro che se per caso dovesse vincere il No, cosa che non credo perché ce la stiamo mettendo tutta per convincere le persone fino all'ultima ora, si pentirà amaramente come tutti quelli che hanno votato per la Brexit: ne conosco moltissimi, ci lavoro e assisto a numerose situazioni per cui, in famiglia, i figli non parlano più con i genitori perché non ne hanno compreso la posizione, vedendola come un'ipoteca sul proprio futuro”.

Come spiegare ad un giovane perché votare Sì?

“Con calma e dettagliatamente, come facciamo con tutti i cittadini ormai da tempo, e faremo anche stasera nell'incontro in programma a Saronno: gli spiegherei i vantaggi del non avere due Camere, sistemare le deleghe delle Regioni, eliminare il Cnel, o piuttosto sensibilizzare deputati e senatori sul fatto di dover lavorare sodo. E vanno chiarite tutte le problematiche che ci hanno portato, con il Titolo V, ad avere un debito pubblico incredibile. Ma soprattutto va detto che chi vota No, lo fa per tenersi il posto che occupa, magari nelle Province che spariranno, in funzione del proprio partito: questa cosa non si può più fare, occorre snellire e pensare al domani. I giovani, sono sicuro, sapranno scegliere per il proprio futuro”.

E' una scelta del futuro, dunque, contro la conservazione?


“E' evidente: votando No si sceglie il mantenimento dello status quo, di un'Italia vecchia che paga gli interessi passivi della speculazione, che guarda ai posti e non al futuro”.
autore / intelligo
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