25 Aprile, Zoggia (MDP): ''Base PD parteciperà, nonostante i vertici''

20 aprile 2017 ore 14:43, intelligo
25 Aprile, Zoggia (MDP): ''Base PD parteciperà, nonostante i vertici''
Davide Zoggia
A pochi giorni ormai dal 25 Aprile, si fa sempre più infuocata la polemica relativa al corteo. Alla base dello scontro le pesanti divergenze sorte fra appunto l'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e la Comunità Ebraica di Roma in relazione alla partecipazione al corteo di militanti filo-palestinesi e al fatto che l'Anpi avrebbe invitato la Comunità Ebraica, stando alle dichiarazioni della presidente Ruth Dureghello, come ''comunità straniera''. Anpi che, secondo la Comunità Ebraica, ''non rappresenta più i veri partigiani''. L'Associazione, da parte sua, con le parole del presidente Smuraglia su Repubblica, ha fatto sapere di aver ''invitato la comunità ebraica'' mesi fa ma di non essere stato in grado di poter garantire sulla condizione della non-presenza dei filo-palestinesi e che è impossibile escludere qualcuno da una manifestazione aperta a tutti. Ha fatto e continua a fare molto rumore, poi, la decisione del Partito Democratico di non partecipare all'evento, ritenuto ''divisivo''. Proprio su questa scelta IntelligoNews ha sentito Davide Zoggia, parlamentare di ''Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista''.

Che significato ha, secondo Lei, la decisione del Partito Democratico di non partecipare al corteo del 25 Aprile? Solo conseguenza delle polemiche sorte oppure frutto anche di una 'storicizzazione' del tema?

''Penso che il Partito Democratico, e i partiti in generale, comunque dovrebbero dare la piena adesione alla manifestazione del 25 Aprile, che è indubbiamente la più importante per il Paese. Per quello che ha significato nel passato, che significa oggi e può significare per il futuro. Dunque qualsiasi tipo di polemica, dal mio punto di vista, non può inficiare la necessità e l'obbligo di partecipare''.

In molti danno una lettura della decisione anche nel senso di uno spostamento del PD verso una visione maggiormente moderata, in cui alcune scelte e patrimoni storici non sono più vincolanti. È così secondo Lei?

''Io mi auguro che questa lettura eventualmente riguardi esclusivamente alcuni dirigenti e non i militanti. Sono convinto che alla base la stragrande maggioranza dei militanti del Partito Democratico, al di là di alcuni input dirigenziali, deciderà comunque di partecipare. È chiaro che da parte di alcuni membri della dirigenza ci siano atteggiamenti, almeno da parte mia, non condivisibili: come quello che si sta tenendo nei confronti Rai, sulle politiche economiche, sulla scuola, sul lavoro e così via. Ma come ho detto prima credo riguardino solo alcune figure dirigenziali, e mi auguro, per quel partito, che non riguardino tutto il corpo elettorale''.

di Stefano Ursi

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