Biotestamento, Gallo (Ass. Luca Coscioni): "Dopo questa legge chiederemo l'eutanasia"

20 aprile 2017 ore 14:12, Andrea De Angelis
La Camera ieri ha dato il via libera all'articolo 1 della proposta di legge sul testamento biologico. L'articolo disciplina il consenso informato e prevede che il paziente può rifiutare anche l'idratazione e la nutrizione artificiali. Esonera il medico da ogni responsabilità derivante dalla scelta del paziente di non sottoporsi a terapie, ma gli riconosce la possibilità di essere obiettore di coscienza e, quindi, di rifiutarsi ad esempio di staccare la spina. L'articolo è stato approvato a larga maggioranza: 326 i voti favorevoli. Hanno votato contro Forza Italia e Alternativa Popolare. IntelligoNews ne ha parlato con Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni...

Quello di ieri è una sorta di compromesso all'italiana? Da una parte si dà, dall'altra si toglie con l'obiezione dei medici?
"Il nostro interesse è che non si ritorni nei tribunali per affermare la volontà dei pazienti. Quello che è stato votato ieri garantisce al paziente l'affermazione della propria volontà. Gli permette di ricevere il distacco dalle cure, di sospendere la nutrizione e l'idratazione. Garantisce al paziente un'intera struttura che deve adempiere alla sua volontà. In questo momento sono in corso ulteriori votazioni alla Camera, probabilmente il testo sarà licenziato oggi e potremo fare un ulteriore commento". 

Biotestamento, Gallo (Ass. Luca Coscioni): 'Dopo questa legge chiederemo l'eutanasia'
L'accordo sarebbe stato dettato soprattutto da una parte del Parlamento per colmare un vuoto normativo. Se così fosse è meglio di niente, oppure la battaglia continua?
"Troppe volte abbiamo assistito a delle dichiarazioni di chi preferiva una cattiva legge al niente. Noi vogliamo una buona legge in grado di tutelare chi vuole effettuare un testamento biologico e fare delle dichiarazioni anticipate di volontà. Le cattive leggi, il Parlamento avrebbe dovuto impararlo, sono destinate ad essere riformate. I cittadini italiani non vogliono ogni volta doversi rivolgere a dei tribunali che hanno già affermato queste libertà, aprendo la strada al Parlamento sulle modalità per emanare una buona legge. Vorremmo che questo testo rispondesse innanzitutto alle richieste dei cittadini italiani". 

Come sta vivendo queste ore, c'è la consapevolezza di aver contribuito a tutto ciò?
"Sicuramente sì ed è brutto assistere ad un dibattito dove c'è la manipolazione semantica delle parole. Si fa confusione tra testamento biologico, eutanasia e suicidio assistito. Vorrei precisare che noi stiamo lavorando in questo momento per una buona legge sul testamento biologico. Sicuramente, dopo l'emanazione di una legge che garantisce l'affermazione della volontà di tutti i cittadini, chiederemo al Parlamento di emanare anche una legge che legalizzi l'eutanasia nel nostro Paese. D'altronde dal 2013 c'è una proposta di iniziativa popolare, circa settantamila cittadini hanno chiesto al Legislatore di legalizzare l'eutanasia in Italia. Una legge chiara, precisa che non dia corso a nessuna forma di abuso". 

Chiederete subito la calendarizzazione?
"La proposta di legge di iniziativa popolare vale per due legislature, in questa i tempi non ci sono. Chiederemo al prossimo Governo di porre nell'agenda politica come priorità anche questa legge". 

Quali sono le forze che vi sosterranno? Al di là degli schieramenti classici, come si porranno ad esempio i 5 Stelle?
"Loro hanno fatto un ottimo lavoro in Commissione. Fanno parte del nostro gruppo interparlamentare che riguarda le scelte di fine vita, a cui hanno già aderito duecento parlamentari. Più in generale da un lato si segnala comunque una consapevolezza diversa, i cittadini chiedono di scendere. Dall'altro lato ci sono posizioni immotivate che strumentalizzano le parole per creare confusione e rallentare un dibattito importante". 

Tra coloro che la pensano diversamente, c'è chi dice che con l'eutanasia potrebbe esserci il rischio di staccare con troppa facilità la spina, soprattutto agli anziani pensionati. Ciò porterebbe anche ad un risparmio economico non indifferente. Come rispondete a chi muove questo tipo di accuse?
"Io vorrei che i parlamentari si impegnassero con noi sul lavoro costante che facciamo. Penso all'aggiornamento dei Lea, alle battaglie per la giusta assistenza da dare alle persone, anziché portarle ad andare davanti al Ministero dell'Economia, mettendo a rischio la loro vita, per chiedere ciò che spetta loro. Dobbiamo garantire le cure a tutti i cittadini italiani, questo adesso non c'è ed è una responsabilità della politica. Invito tutti a consultare il sito dell'Associazione Luca Coscioni per verificare quanto stiamo facendo per garantire assistenza, per assicurare il diritto della salute". 

Tornando all'eutanasia?
"Tutto ciò non significa che se ci sono persone che devono esercitare la propria volontà di rifiutare delle cure, non possano farlo nel nostro Paese con leggi che le garantiscono anziché costringerle ad andare nei tribunali". 
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