25 Aprile, Puppato (PD): ''Data che ormai divide. Involuzione Anpi''

20 aprile 2017 ore 15:10, intelligo
25 Aprile, Puppato (PD): ''Data che ormai divide. Involuzione Anpi''
Laura Puppato
A pochi giorni ormai dal 25 Aprile, si fa sempre più infuocata la polemica sul corteo. Alla base dello scontro le pesanti divergenze sorte fra appunto l'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e la Comunità Ebraica di Roma in relazione alla partecipazione al corteo di militanti filo-palestinesi e al fatto che l'Anpi avrebbe invitato la Comunità Ebraica, stando alle dichiarazioni della presidente Ruth Dureghello, come ''comunità straniera''. Anpi che, secondo la Comunità Ebraica, ''non rappresenta più i veri partigiani''. L'Associazione, da parte sua, con le parole del presidente Smuraglia su Repubblica, ha fatto sapere di aver ''invitato la comunità ebraica mesi fa'' ma di non essere stato in grado di poter garantire sulla condizione della non-presenza dei filo-palestinesi e che è impossibile escludere qualcuno da una manifestazione aperta a tutti. Ha fatto e continua a fare molto rumore, poi, la decisione del Partito Democratico di non partecipare all'evento, ritenuto ''divisivo''. Proprio su questa scelta IntelligoNews ha sentito Laura Puppato, parlamentare del Partito Democratico.

Che significato ha, secondo Lei, la decisione del Partito Democratico di non partecipare al corteo del 25 Aprile, ritenuto 'divisivo'? Scelta legata solo alle polemiche oppure frutto anche di una 'storicizzazione' del tema che magari permette di gestire la partecipazione o meno?

''La situazione si presenta come assolutamente negativa: nel momento in cui si dividono i cortei, si verificano situazioni di tensione come capitato lo scorso anno, evidentemente stiamo perdendo proprio il senso e il valore del 25 Aprile, che è stata e si rappresenta come la giornata dedicata alla fine dell'occupazione e del periodo fascista e deve continuare a rappresentare per tutti noi e per i nostri figli quel momento di unità democratica dove tutte le forze in campo hanno messo in secondo piano le diverse posizioni politiche e identità per recuperare i valori della democrazia. E per dire che la società che dobbiamo costruire oggi è quella che si fonderà sulla responsabilità e sul rispetto reciproco. Nel momento in cui queste componenti non ci sono, io la vedo come una situazione di sofferenza e una giornata in cui probabilmente non di rende chiaro alla popolazione il valore dello stare insieme e lasciare da parte ciascuno i propri rancori. Trovo questa cosa preoccupante, la vivo personalmente come una sofferenza e credo che tutti stiano commettendo degli errori, nessuno escluso. Ci sono delle domande che io mi sono posta a partire dalle ultime reazioni dell'Anpi. Proprio oggi ho avuto modo di ascoltare una persona straordinaria decorata con medaglia alla resistenza, Giustina Dall'Armi, che dopo i fatti dello scorso anno non si è più voluta iscrivere all'Anpi, quando il marito è stato per vent'anni presidente provinciale. C'è un'involuzione dell'Anpi in corso, dalle prese di posizione sul referendum piuttosto che sul Governo, che non trovano correlazione con le motivazioni fondanti dell'Anpi, se non in relazione ad una modifica, per così dire, ''genetica'' dell'Anpi, che sta cambiando pelle. Capisco il PD e la scelta di non far parte di un corteo che in questo modo diventa 'altro' rispetto alla giornata del 25 Aprile''.

In molti dicono che il PD dovrebbe partecipare comunque, per via del valore della ricorrenza. Il partito non rischia di perdere qualcosa su questo terreno, sull'idea di fondo?

''Manifestazione, corteo, celebrazioni: si tratta di capire. Ma se non partecipa il PD non vedo chi altro: come baluardo di questa democrazia non ne vedo molti altri in giro. Come partito, per come siamo, per lo statuto e per la moralità con cui rappresentiamo la politica. Ma è ovvio che i diversi cortei non possano vedere coinvolto il PD sul tema della divisione, nel senso che essa è in atto. Inevitabilmente, quando c'è una divisione, il rischio reale è che qualunque cosa tu faccia probabilmente non dai l'idea di rappresentare il tutto, ma solamente una parte. Con il senno di poi, guardando le cose dall'esterno, viene da immaginare che se un corteo si svuota perde anche quell'attrattività che possa giustificarne l'esistenza in vita anche l'anno prossimo. Se continuiamo a partecipare dividendoci, forse alimentiamo ancora di più la divisione. Credo che il richiamo forte che ora fa il PD sia quello di riunirc intorno alla giornata del 25 Aprile e a questo ricordo storico che ha un fortissimo valore per noi e per le generazioni future, tutti insieme che immagine diamo nella divisione? Non si partecipa al corteo 'divisivo' per richiamare tutti all'unità''.

di Stefano Ursi

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autore / intelligo
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