Berlino, Souad Sbai: "Ancora una volta l'Italia punto di passaggio. Nessuno lo ha fermato?"

20 dicembre 2016 ore 11:50, intelligo
di Marta Moriconi

La Germania ancora una volta colpita al cuore da un attentato. Stavolta ad un mercatino natalizio a Berlino: bilancio 12 morti e 48 feriti e il clima di terrore che torna come un incubo. IntelligoNews ha chiesto l'opinione di Souad Sbai, giornalista ed esperta di terrorismo internazionale che dice: ''Ancora una volta l'Italia punto di passaggio per attentatori''.

La stupisce l'attentato di Berlino al mercato natalizio?

''Assolutamente no. Sul vostro giornale abbiamo denunciato parecchie volte quel che sta accadendo: ciò che mi preoccupa è che il camion sia transitato o forse partito in Italia, abbia fatto tutto il giro e sia arrivato in Germania, e che nessuno, in questo tragitto, lo abbia fermato. E non è la prima volta. Questo mi pare quantomeno strano. Ma del resto i Fratelli Musulmani hanno la testa in Italia, e una volta per tutte sarebbe il caso di analizzare questa cosa'

Lei crede a chi dice, citando fonti dell'intelligence, che questo soggetto era conosciuto per reati minori e non per radicalizzazione?

Berlino, Souad Sbai: 'Ancora una volta l'Italia punto di passaggio. Nessuno lo ha fermato?'
''Anche per i terroristi di Parigi e del Belgio si parlò di reati minori, in quei casi addirittura di detenuti modello, ma occorre dire che nelle carceri molti si sono radicalizzati e hanno poi fatto saltare in aria le persone. Il carcere è il punto più pericoloso per la radicalizzazione, e molti imam radicali, in Europa, non hanno timore di farsi arrestare per poi fare proselitismo dietro le sbarre.''

Nell'abitacolo del camion è stato trovato un altro uomo, morto: secondo Lei cosa a che fare con la dinamica dei fatti?

''Assolutamente niente. È molto probabile che sia stato ucciso appena arrivati lì, dunque penso che non c'entri proprio nulla''.

C'era stato, nei giorni scorsi, un allarme dei servizi di intelligence, ripreso dai media, sui mercatini di Natale. Occorreva essere più pronti?

''La parola stessa lo dice: mercatini di Natale. L'attacco di matrice religiosa, anche se qualcuno in ambito cattolico mondiale tenta di minimizzare: è un errore madornale non voler vedere questa matrice, visto che non parliamo di un attentato ad un mercato di frutta e verdura qualsiasi. E quanto stridono, nella mia testa, questi avvenimenti con le immagini che mi ha lasciato il viaggio in Marocco da cui sono tornata ieri: un Paese musulmano in cui sono in corso i festeggiamenti del Natale, in serenità, con gli alberi e la figura di Babbo Natale. Ma soprattutto tanta di quella sicurezza che manca all'Europa. Questo lo devo dire: a forza di mettersi d'accordo ad alti livelli per non farsi attaccare, si rischia di pagarla cara, perché con questa gente non si dialoga. C'è un 28% di radicalizzazione e di questa percentuale il 40% sono giovani delle seconde generazioni, ricche o povere che siano: la retorica della povertà e del razzismo ormai non regge più. Il percorso è quello tracciato dalla Fratellanza Musulmana sin dalla sua nascita, negli anni '20, e avanza grazie ai petroldollari. Oggi non si scherza più, il dialogo lasciamolo a chi vuol perdere tempo e a chi non vuol vedere che ormai il terrorismo è come un serpente ferito, che colpisce quando perde terreno''.

Che messaggio si sente di dare a chi oggi ha paura di uscire e di vivere normalmente?

''Riempite le piazze, uscite e fategli capire che non è cambiato niente''.
autore / intelligo
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