Berlino, Capuozzo: "Perché aveva diritto ad asilo un attentatore pakistano?"

20 dicembre 2016 ore 11:47, Adriano Scianca
"Man mano che lo Stato islamico perde terreno c'è un esercito di zombie pronto a colpire". Così il giornalista Toni Capuozzo commenta l'attentato di Berlino. E a IntelligoNews spiega: "C'è un imbarazzo evidente di fronte agli attacchi degli immigrati".

Che impressione le ha fatto l'ennesimo attacco all'Europa?

«Colpisce che, quasi per una coazione a ripetere, ogni volta ricominciamo da capo. Nizza c'è stata neanche mezzo anno fa e già avevamo dimenticato. Ci adagiamo costantemente nell'illusione che siano cose uniche e irripetibili. Il fatto è che poi si ripetono...».

Le autorità tedesche stanno dando notizie col contagocce: sacrosanta cautela o imbarazzo politicamente corretto?

«È un imbarazzo evidente. Si è parlato di un pakistano entrato come rifugiato in Germania nel gennaio scorso, le teste di cuoio hanno fatto irruzione in un centro per rifugiati. La Merkel ha cercato di fare qualche passo indietro nella sua politica sull'immigrazione, ma l'imbarazzo è evidente. Il fatto parla da solo, manca solo la rivendicazione, ma probabilmente si tratta di lupi solitari, arriverà prima o poi la celebrazione dell'ennesimo martirio, ma non stiamo parlando di azioni organizzate da Raqqa».

Ha un significato che abbiano colpito un mercatino di Natale? È un attacco religioso?

«No, avrebbe potuto essere una partita di calcio o un concerto, o una passeggiata, come a Nizza. Quello che sorprende è comunque l'identità dell'attentatore. Stiamo parlando di un pakistano. Noi consideriamo, anche in Italia, i pakistani come titolari legittimi di diritto d'asilo. Ma il Pakistan è un Paese che non è in guerra, non c'è nessun intervento occidentale. È un Paese tormentato, dove gli unici che sarebbero titolati a ricevere diritto d'asilo sono i cristiani, costretti a vivere in ghetti per la loro stessa sicurezza. Noi invece li consideriamo tutti come profughi, migranti, esuli».

L'attentato avviene nello stesso giorno dell'uccisione di Ankara. C'è una destabilizzazione globale crescente...

«Non solo: nello stesso giorno sono usciti due documenti inquietanti. Uno è di Al Qaeda, che ha diffuso la lista delle ambasciate russe nel mondo. Al Qaeda, così come lo sparatore di Ankara, si erge a nume tutelare dell'Aleppo sconfitta, dell'Aleppo dei gruppi cosiddetti ribelli. Ma è curioso notare come in contemporanea, nella stessa giornata, una marcia di pacifisti è partita proprio da Berlino per raggiungere Aleppo a piedi per testimoniare solidarietà nei confronti della “città martire”. L'altro documento è un filmato che viene da Raqqa e il cui parlato è in buona parte in francese, ma ha i sottotitoli in italiano. Si tratta di istruzioni su come colpire con un coltello in modo mortale e come confezionare una bomba il casa. È la prima volta che si rivolgono direttamente agli italiani. Man mano che lo Stato islamico perde terreno c'è un esercito di zombie pronto a colpire».
caricamento in corso...
caricamento in corso...