Scoop Iene, Meluzzi: "Per paura dell'omofobia, prostituzione gay vive in bolla di privilegi e protezione"

20 febbraio 2017 ore 12:48, intelligo
di Stefano Ursi

Rimbalza sulle cronache l'inchiesta delle Iene. IntelligoNews ha chiesto al prof. Alessandro Meluzzi, psichiatra, che idea si sia fatto di questa storia dove appare l'ombra della prostituzione: ''Io sono un libertario - dice - e non mi scandalizzo di certo per l'esistenza di dark room. La cosa che troverei oscena, qualora fosse accertato quanto viene detto nell'inchiesta delle Iene, è che ci troveremmo di fronte ad un finanziamento dello Stato, per ragioni di una specie di pseudo-moralismo politicamente corretto, che è uno degli aspetti che ha avvelenato l'anima e il cervello di questo Paese''.

Che idea si è fatto di questa storia?


Scoop Iene, Meluzzi: 'Per paura dell'omofobia, prostituzione gay vive in bolla di privilegi e protezione'
Alessandro Meluzzi
''Mi sono fatto un'idea semplicissima, ovvero che in tutto il mondo esistono le cosiddette 'dark room' dove ognuno è libero di avere rapporti con chi vuole e io che sono un libertario non mi scandalizzo di certo per questo. La cosa che troverei oscena, qualora fosse accertato quanto viene detto nell'inchiesta delle Iene, è che ci troveremmo di fronte ad un finanziamento dello Stato, per ragioni di una specie di pseudo-moralismo politicamente corretto, che è uno degli aspetti che ha avvelenato l'anima e il cervello di questo Paese. Ognuno vada nelle 'dark room' con chi vuole, ma troverei scandaloso il fatto che questo possa essere finanziato con le nostre tasse''.

Spostiamoci un attimo sulla questione della prostituzione: in ambito gay esiste? Come e quanto se ne parla?

''Certo che esiste, ma mentre la prostituzione etero viene in qualche modo stigmatizzata, perché c'è sempre l'idea dello sfruttamento della donna, quella gay viene in qualche modo protetta dalla bolla del politicamente corretto. Nessuno oserebbe esprimere la minima critica per paura di essere accusato di omofobia o di razzismo. Siamo di fronte ad una bolla assoluta, ad una franchigia ideologica. Se dovessi consigliare ad un capo della criminalità di investire sulla prostituzione, certo gli consiglierei quella gay. Io sono un libertario, lo ripeto, non ho alcun pregiudizio su questo, purché tutto questo non intacchi mai la gestione della cosa pubblica: essendo denaro dei contribuenti, è cosa sacra come l'eucarestia. Se qualcuno decidesse di stanziare dei soldi su questioni come questa, pensando di fare un tributo all'idolo del politicamente corretto, allora mi incazzerei. Dopodiché ognuno faccia quel che vuole, si faccia finanziare da chi vuole, non è cosa che intacchi la mia coscienza, sempre laddove, ovviamente, non avvenga in una situazione di sfruttamento, di criminalità o sopraffazione. La cosa che non capisco è perché, visto che viviamo in un mondo in cui il principio di equità viene considerato fondamentale, alcune zone della società che debbano godere di una bolla di privilegi e protezione''.

Il giornalismo d'inchiesta oggi lo dobbiamo solo alle Iene?

''Il giornalismo investigativo è sempre esistito e considerato una delle forme fondamentali di controllo sociale, di contrappeso di poteri e questo non mi scandalizza affatto. Credo che il vero scandalo sia che potrebbero essere stati buttati denari pubblici nel nome della soddisfazione di una sorta di moralismo melenso e trombonesco. Non comprendo perché si debba creare una zona franca in virtù di non si capisce cosa. Mi sembra un'iniquità''.

#unar #leiene #meluzzi

autore / intelligo
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