Hotel Rigopiano, Marzocchi (INGV): "Dopo questa esperienza, ecco il nostro appello"

20 gennaio 2017 ore 17:23, Andrea Barcariol
I soccorritori hanno estratto tra le macerie dell'Hotel Rigopiano 8 sopravvissuti ma i Vigili del Fuoco hanno appena annunciato che ne sono stati "individuati altri". IntelligoNews ha intervistato Warner Marzocchi, dirigente di ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) riguardo alla terribile slavina che ha colpito la struttura. 

Che correlazione c'è tra il terremoto e la slavina che ha colpito l'Hotel Rigopiano?

 ''Si tratta di due cose distinte, certamente l'accadimento di terremoti facilita l'accadimento delle valanghe ma allo stato attuale è assolutamente impossibile fare la correlazione 1 a 1, ovvero dire che quella slavina è stata generata da un terremoto. L'unica cosa che sappiamo è che l'evento terremoto aumenta generalmente il numero di valanghe, ma su quella specifica che ha colpito l'Hotel Rigopiano non possiamo ancora dir nulla, forse in futuro, ma occorrono dati molto dettagliati, adesso siamo impossibilitati a dire qualcosa di piu".

A proposito di dati, altre nazioni come il Giappone stanno portando avanti progetti per analizzare in profondità le faglie e accumolare informazioni utili per la prevenzione mentre l'Italia è indietro.

''La sismologia è una scienza giovane, in termini quantitativi è iniziata dopo la seconda guerra mondiale. Una cosa di cui certamente abbiamo un bisogno folle sono i dati. Questi dati possono venire tramite perforazioni che permettano di arrivare dove i terremoti si generano fornendo indicazioni molto utili oppure un'altra modalità è estendere la rete di monitoraggio non solo sismica ma anche di qualsiasi altro potenziale segnale. Tutto ciò comporta investimenti importanti come hanno fatto Giappone e California ma è l'inizio di un percorso". 

Hotel Rigopiano, Marzocchi (INGV): 'Dopo questa esperienza, ecco il nostro appello'
Cosa si potrebbe fare con questi dati?

''Quando si hanno dati di qualità, provenienti ad esempio da pozzi profondi, dati densi, accurati, a quel punto potrebbero aprirsi nuovi scenari per conoscere meglio il processo dei terremoti ed eventualmente migliorare le nostre capacità di capire dove e quando avverranno. Previsioni esatte non ci sono neanche per il tempo, a distanza di poche settimane, ed è tutto più semplice perché uno misura le temperature, l'umidità mentre noi non abbiamo un accesso diretto. La situazione è molto più complicata, sicuramente però si potrebbero dare informazioni in più rispetto a quelle che abbiamo adesso".

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