Geloni: “I messaggi di Verdini a Renzi, gelosie nel Giglio magico”

20 giugno 2017 ore 15:53, intelligo
Da Denis Verdini sono partiti, per mezzo del “Corriere della Sera”, un pugno e una carezza nei confronti di Matteo Renzi: fu l’ex premier “a dirmi di non entrare nel governo Gentiloni”, ha rivelato il leader di Ala, secondo il quale però Renzi resta “l’unica speranza per questo Paese”. Come si spiega l’atteggiamento oscillante di Verdini verso Renzi? interpellata da IntelligoNews, Chiara Geloni
Geloni: “I messaggi di Verdini a Renzi, gelosie nel Giglio magico”
, direttrice del sito web di Articolo Uno – Movimento democratico e progressista, non ha dubbi: “Sono dinamiche interne al mondo renziano, in cui includo anche Verdini”.  

Che cosa pensa della rivelazione fatta da Verdini sulla genesi del governo Gentiloni? È plausibile che Renzi gli chiese con successo di starne fuori perché voleva un esecutivo fragile?

È uno scenario che avevo immaginato anche a suo tempo come realistico. Le cronache descrivevano un Verdini Insoddisfatto, che voleva rimanere fuori dal governo: diciamo che il dubbio mi venne. 

Verdini ne ha anche per Alfano: gli attribuisce la responsabilità di aver fatto saltare la proposta di legge elettorale maggioritaria nota come “Rosatellum” perché non gli conveniva.

Quanto conti Alfano lo abbiamo visto sullo ius soli: dopo avere detto che non era una legge da varare, ieri ha annunciato il proprio voto favorevole. Nel confronto sulla riforma elettorale, poi, Alfano è stato zittito con toni anche fuori luogo da Renzi: la realtà è che alla fine, archiviato il “Rosatellum”, la riforma alla tedesca è saltata perché Renzi come al solito ha imposto al Parlamento una prova di forza, ma al primo voto segreto ha capito di non avere abbastanza forza e che ogni conta successiva sarebbe stata a rischio. 

Verdini rivendica il merito di avere “vanificato il ricatto della sinistra Pd” e “disinnescato il potere di interdizione di Bersani”: ha ragione?

Sono quasi quattro anni che Verdini lo dice. Quando Verdini gli stessi attacchi erano diretti a esponenti del Pd come Bersani, rimanevo basita dal fatto che nessuno del gruppo dirigente alzasse mai la voce per dire a Verdini che non doveva permettersi di intromettersi nelle dinamiche di un altro partito. Ora mi fa molta meno impressione: la linea Verdini avrebbe essere dovuto stigmatizzata molto prima.

 Verdini critica Renzi ma al contempo lo vede come “l’unica speranza per questo Paese” e propone di “aiutarlo a non rintanarsi nel suo Pd e a sinistra” nonché di salvarlo “da qualche renziano”. Come interpreta questo messaggio?

“Sono dinamiche interne al mondo renziano, in cui includo anche Verdini. Probabilmente si tratta di rivalità interne al “giglio magico”.

Intanto, al Senato l’atmosfera si surriscalda sul caso Consip e il Pd chiede che sia rinviata la discussione sulle mozioni. Una mossa debole sul piano della comunicazione?

La verità è che il Pd rischia di andare sotto al Senato e che si ostina a sostenere una linea che non sta in piedi, separando le responsabilità del vertice Consip dai sospetti che riguardano il ministro Lotti. Il Pd cerca di rinviare il voto e ha provocato la decadenza del cda di Consip pensando di risolvere così il problema. Il problema però non si risolve così: o il Pd trova altre soluzioni o deve affrontare la prova dei numeri, che al Senato sono incerti.

#Verdini #Renzi #Geloni

autore / intelligo
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