Ius Soli, Formigoni (Ap): "Alfano ci ha dimezzato in Sicilia. Pronti al divorzio"

20 settembre 2017 ore 14:37, Americo Mascarucci
Torna in ballo lo Ius Soli, complice una presunta disponibilità del segretario di Alternativa Popolare Angelino Alfano a discutere un testo modificato senza il ricorso al voto di fiducia. Alfano avrebbe chiesto di trasformare lo Ius Soli in Ius Culturae ma pare che nel Pd questa ipotesi stia incontrando forti resistenze. Eppure Renzi, dopo aver chiuso con i centristi l'accordo in Sicilia sembra deciso a riproporre la formula anche alle prossime elezioni politiche e anche l'approvazione dello Ius Soli rientrerebbe secondo molti nel pacchetto degli accordi. Ipotesi questa che però troverebbe la netta opposizione della maggioranza dei senatori di Ap come conferma ad Intelligonews Roberto Formigoni.
Ius Soli, Formigoni (Ap): 'Alfano ci ha dimezzato in Sicilia. Pronti al divorzio'

Si parla di un'apertura di Alfano sullo Ius Soli. Le risulta?

"Non mi risulta. La nostra posizione è chiara. Lo Ius Soli così è invotabile. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo. Invitiamo il Governo a non porre la fiducia perché in quel caso saremmo costretti a votare contro la fiducia. La maggioranza del gruppo dei senatori di Ap è su questa linea. Dato che c'è questa nostra posizione netta e ci sono valanghe di emendamenti presentati al Senato, buon senso richiederebbe che il tema sia rinviato alla prossima legislatura"

A lei non risulta l'apertura di Alfano, però sembra che il suo segretario abbia chiesto la trasformazione dello Ius Soli in Ius Culturae. Neanche questo le risulta?

"Bisognerebbe ripartire da zero perché come detto lo Ius soli al Senato ha decine di migliaia di emendamenti. meglio cancellare questa legge e farne un'altra la prossima legislatura, parlando di Ius Culturae in modo serio. Cosa che non può essere fatta in quattro mesi".

Lei controllerebbe la maggioranza dei senatori di Ap. E' pronto anche allo scontro con Alfano?

"Io non controllo nessuno. Conosco i miei colleghi senatori, conosco i loro sentimenti e so per certo che la maggioranza non vuole lo Ius Soli. Se poi qualcuno vuole andare in un'altra direzione vorrà dire che lo farà contro la maggioranza dei senatori". 

A questo punto, tolti i voti della maggioranza dei senatori Ap e considerando i voti favorevoli della sinistra, che possibilità avrebbe lo Ius Soli di essere approvato?

"Nessuna. Senza i nostri voti non vanno da nessuna parte. Servirebbe il soccorso dei senatori del M5S ma mi pare impossibile che i grillini possano sostenere il governo a fine legislatura su un provvedimento così impopolare".

Alfano e Renzi però sono tornati a parlarsi come dimostra l'accordo sulle regionali in Sicilia. Non è possibile che nell'accordo ci possa essere entrato anche lo Ius Soli?

"Non mi risulta, ma se così fosse la cosa mi troverebbe del tutto contrario. Non ci sono le condizioni nel Paese per approvare una legge che darebbe l'impressione di un'apertura indiscriminata dei confini ai migranti. Ma non siamo contrari soltanto noi senatori di Ap. Lo sono anche tanti senatori e sindaci del Pd che non vogliono si approvi la legge. Lo Ius Soli non ha la maggioranza né in Parlamento, né nel Paese".

In tutta sincerità, ma lei è ancora in Ap e se sì in che posizione si colloca? 

"Sono in AP in posizione fortemente critica sull'alleanza fatta in Sicilia con il Pd e sono altresì fortemente critico sul fatto che questa alleanza dia tutta la sensazione di essere valida anche alle elezioni politiche. Alfano ha convocato una direzione per martedì prossimo e in quella sede dovranno essere chiariti tanti aspetti. L'alleanza col Pd in Sicilia ha dimezzato il partito sull'Isola visto che se ne sono andati tre senatori siciliani su sei, quattro consiglieri regionali su sei oltre ad un mucchio di altra gente. Martedì dovrà essere il giorno dell'assoluta verità. Se sarà chiaro che Alfano ha siglato con il Pd anche un accordo alle politiche divideremo inevitabilmente le nostre strade"



 


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