Fusaro Vs Poletti: "Io studioso rimasto in Italia, come un protagonista di Furore di Steinbeck"

21 dicembre 2016 ore 11:28, Marta Moriconi
Non si placano le polemiche sulle parole del ministro Giuliano Poletti sui cervelli in fuga e su quel "meglio fuori dai piedi". E' bufera social contro il ministro al quale molti hanno chiesto di dimettersi.
Intelligonews ha chiesto un parere in merito al filosofo Diego Fusaro, un cervello che non è fuggito e ha scelto di restare in Italia pur con tutte le difficoltà che ciò ha comportato. 

A Poletti cosa risponderebbe da giovane che ha scelto di restare in Italia anche con un discreto successo?

"A Poletti risponderei che rappresenta il vertice ideologico della nuova classe dominante finanziaria post borghese e post proletaria che disprezza la cultura e i giovani e disprezza ogni forma di radicamento. Poletti è l'emblema di questa classe, se vogliamo incolta, sradicata e sradicante. Il vero cervello in fuga è il suo che è fuggito da un pezzo scrivevano ieri sui social".

Potrebbe raccontargli la vita di un giovane professore, come si svolge il suo lavoro e a che prezzo (in tutti i sensi)?

"La mia attività si svolge presso l'Istituto di Alti studi strategici e politici di Milano e presso il San Raffaele di Milano. Svolgo inoltre attività giornalistica e attività pubblica con la partecipazione a conferenze e convegni, un lavoro poco valorizzato in Italia dove il globalismo sta portando ad umiliare sempre di più la cultura. Siamo passati dal grande Giovanni Gentile ad una ministra che non ha la laurea e ancora più grave che spaccia di averla".

Quando e perché ha deciso di restare? Quanto le converrebbe andare all'estero?

"Non è che ho deciso di restare, mi è capitata l’occasione di restare e sono rimasto nel tentativo di rendere un servizio al Paese e migliorarlo. Certo, all'estero ci sono maggiori possibilità, però come dice uno dei protagonisti di Furore di Steinbeck la mia terra non avrà probabilmente nulla, ma è la mia terra e io voglio restare qui perché qui ci sono le mie radici".

La laurea non è necessaria per fare il ministro, ma cosa non ha Poletti dopo quanto detto ieri per restare ministro?

"Direi che la laurea non è necessaria in generale, perché non l’avevano né Platone, né Antonio Gramsci. E' però decisamente sgradevole e ipocrita vantarla quando non la si ha. Poletti non ha le basi fondamentali per poter essere credibile dopo certe uscite così ipocrite e superficiali. Mette in ridicolo soprattutto se stesso con offese alla dignità dei giovani, della patria, della cultura".

Fedeli, Poletti, Boschi, per alcuni gli insuccessi scolastici, politici, sociali non contano. Per i comuni mortali quanto pesano? Ha pagato mai una bugia o una scelta fatta?

"Se penso all'Italia, penso a Gentile, Gramsci, Croce non certo a Poletti, Boschi o Fedeli che rappresentano l'ideologia dominante sradicata e sradicante. Come nel mio caso si pagano le scelte fatte e soprattutto il coraggio di ciò che si dice". 
Fusaro Vs Poletti: 'Io studioso rimasto in Italia, come un protagonista di Furore di Steinbeck'

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