Finanziamenti Unar, Vittorio Sgarbi: "Prenderlo nel c... è un valore culturale?"

21 febbraio 2017 ore 17:00, Americo Mascarucci
Anche Vittorio Sgarbi dice la sua sul cosiddetto caso Unar e lo fa in un'intervista concessa a IntelligoNews dopo che il direttore dell'Unar, Francesco Spano, si è dimesso dal suo incarico. Spano, 39 anni, avvocato, è stato convocato nel pomeriggio a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, dopo un servizio de Le iene che ha denunciato un uso improprio dei fondi di palazzo Chigi: nel servizio si accusa l'Unar di aver finanziato un'associazione di persone omosessuali a cui fanno capo circoli nei quali si praticherebbe prostituzione maschile, e il direttore dell'Ufficio di essere socio di questa stessa associazione e dunque, secondo le accuse, in palese conflitto di interesse.

Che idea si è fatto circa l'accaduto?
"Mi sembra che la materia parli da sola. Le iene sono molto abili e hanno trovato un percorso che forse sarebbe rimasto non rintracciato, però c'è un conflitto d'interesse evidente. Per questo si è dimesso. Che fosse consapevole o inconsapevole è difficile dirlo. Sul fatto che poi distribuiscano denari pubblici per iniziative che hanno questa specie di ispirazione politicamente corretta, che dire... Prenderlo nel c*** se sei gay è un valore culturale, metterlo nel c*** a una donna è una forma di maschilismo. Non riesco a capire la differenza, faccio fatica a comprendere le forme di sessismo, di violenza alla donna. Immaginiamo due donne che hanno rapporti omosessuali: chi è la vittima? Nel caso di cui stiamo parlando l'unica ragione del finanziamento è la nobiltà dell'atteggiamento erotico omosessuale. Che porta con sé una specie di valore morale a priori. Perché non dare allora il finanziamento a un'associazione di liberi scopatori eterosessuali? Invece la danno a queste comunità gay che vuol dire liberi scopatori omosessuali. Nel senso che il tema è quello. I gay non esistono per una teoria, ma per una pratica. Questa merita un finanziamento, poi usato non so bene come in chiave di prostituzione, invece l'altra cosa no. Io sono testimone naturale di questa cosa". 

Finanziamenti Unar, Vittorio Sgarbi: 'Prenderlo nel c... è un valore culturale?'
Il bando del finanziamento parlava di azioni positive per combattere le discriminazioni.
"Che nesso c'è allora tra il finanziamento e la prostituzione? Immaginiamo allora che quei circoli fossero prevalentemente legati al mondo omosessuale nella presunzione che quel mondo abbia una dignità culturale. Tutte la hanno nel sesso, se ci fosse un uomo con una donna nessuno lo finanzierebbe. Il mondo gay non si qualifica sul piano culturale e teorico, ma su quello sessuale e pratico. Quindi si tratta di atti erotici. Quando parliamo di gay sembra che dobbiamo discutere di qualcosa che meriti maggiore attenzione perché c'è un tema altro. Invece no! Il tema è il solito, quello del sesso. Solo che quello etero nessuno lo finanzia, quello omo sì. Questo è il passaggio". 

Una vicenda che rompe dunque il tabù attorno all'omosessualità? Sembra se ne debba parlare sempre in termini positivi, sennò si rischia di essere omofobi?
"L'attività omosessuale, nella dimensione pasoliniana che io ho sempre ammirato, è un'attività la cui finalità è il piacere. Basta. Tutto il resto è teoria. Le teorie servono per togliere l'ombra del ghetto, ma anche quello è superato da un pezzo. Gli omosessuali fanno l'amore perché gli piace. Basta. Una questione meramente sessuale, ecco perché questa vicenda è interessante. Che poi quello lì fosse coinvolto o meno, certo lui si è dimesso, però il dato di fatto è uno".

Ovvero?
"Trovo sbagliato dare denari per una finalità che si chiama culturale, anti-discriminatoria, ma che nella sua origine ha soltanto una finalità sessuale. Il mondo omosessuale è meraviglioso, basta leggere Pasolini. Ma tutto è legato all'atto omosessuale fattuale".
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