Raggi rischia processo, Morani (Pd): "Non deve dimettersi ma sarà il problema dei grillini"

21 giugno 2017 ore 12:28, Stefano Ursi
Mentre ricorre un anno dal suo insediamento alla guida della città di Roma, e si tracciano bilanci di segno diverso, Virginia Raggi rischia di andare a processo per falso e abuso d'ufficio. E ha già fatto sapere a più riprese che, qualora rinviata a giudizio, non si dimetterà. Su queste parole, come ovvio, si sono aperte polemiche sia sui media che sui social. Oltre che nell'agone della politica, in cui in molti sottolineano quella che, per loro, è una differenza di atteggiamento in casi di vicende giudiziarie di esponenti politici. E poi la questione legata alla città e al suo governo da parre della giunta M5S guidata da Raggi, che ha spiegato come i risultati e i cambiamenti non fanno rumore al momento ma si vedranno negli anni. IntelligoNews ha sentito, su questo, Alessia Morani, parlamentare Pd: ''Ritengo che Virginia Raggi, in caso di rinvio a giudizio, non debba dimettersi perché vale il principio della presunzione di innocenza che è previsto dalla nostra Costituzione ed ha validità erga omnes, per tutte le persone che sono sottoposte a procedimenti giudiziari. Il problema è dalla parte dei grillini, che chiedono dimissioni ad esempio per il Ministro Lotti che è indagato ma non ha ricevuto nemmeno un avviso di conclusione indagini, mentre per Raggi non le chiedono''.

Raggi rischia processo, Morani (Pd): 'Non deve dimettersi ma sarà il problema dei grillini'
Alessia Morani
Secondo lei, qualora rinviata a giudizio, Raggi dovrebbe dimettersi?

''Io ritengo che Virginia Raggi, in caso di rinvio a giudizio, non debba dimettersi perché vale il principio della presunzione di innocenza che è previsto dalla nostra Costituzione ed ha validità erga omnes, per tutte le persone che sono sottoposte a procedimenti giudiziari. Per cui non deve dimettersi. Il problema è dalla parte dei grillini, che chiedono dimissioni ad esempio per il Ministro Lotti che è indagato ma non ha ricevuto nemmeno un avviso di conclusione indagini, mentre per Raggi non le chiedono e anzi dicono che deve andare avanti anche in caso di rinvio a giudizio. Il problema non è nel Pd ma nel Cinquestelle, che applica regole differenti a seconda che si tratti di aderenti al loro partito o ad altri''.

In molti parlano di codice etico ad personam

''Un codice etico ad personam, esattamente''.

Veniamo a Roma. Raggi prima si è data 7,5 per questo primo anno, poi ha spiegato che i risultati si vedranno negli anni. Che ne pensa?

''Più che altro basta guardarsi intorno. Io vivo a Roma per ragioni di lavoro e vedo la città come non è amministrata da un anno; si è festeggiato un anno di giunta Raggi ma lei ancora non si è vista, e la città è totalmente abbandonata, piena di immondizia, con trasporti al collasso, servizi sociali inesistenti, municipi abbandonati e strade piene di buche. Per cui il malgoverno della città è piuttosto evidente. I risultati si vedranno negli anni? Ce lo auguriamo. E ci auguriamo che comincino a governare, perché due terzi delle delibere del Comune sono per gli incarichi ed è passato un anno, non un giorno o un mese. Segno che la svolta di cambiamento dei grillini non c'è assolutamente stata, anzi se andiamo ad analizzare incarichi a livello politico ed amministrativo vediamo che stanno applicando il peggiore tipo di familismo della prima repubblica''.

E sulla questione migranti?

''Quello è l'algoritmo che ha captato una opinione diffusa nel Paese, che però è propagandata da Salvini. La Raggi a Dicembre ha chiesto più richiedenti asilo e ha ricevuto più fondi dal Ministero degli Interni; oggi dice basta, essendo comunque sotto di tremila rispetto alle quote. È puramente propaganda elettorale, che però secondo me non paga, perché gli elettori preferiscono l'originale che è Matteo Salvini rispetto a un Grillo o una Raggi''.

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autore / Stefano Ursi
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