Fiscal compact, Borghi (LN): "Gutgeld dovrebbe almeno darci un premio. Il Pd lo votò"

21 giugno 2017 ore 13:19, Stefano Ursi
Si discute in queste ore dei risultati elencati dal commissario alla riduzione della spesa, Yoram Gutgeld, relativi al periodo 2014-2017. Nella conferenza stampa di presentazione del primo rapporto sulla spending review, il commissario ha spiegato come siano stati risparmiati 30 miliardi grazie alle azioni di riduzione della spesa. A monopolizzare il dibattito economico, poi, le parole di Gutgeld al Corriere della Sera, in cui dice: ''L'obiettivo del pareggio e' iscritto nel Fiscal compact europeo ma trovo che su di esso occorra una riflessione. Quell'accordo fu pensato in un momento di grande emergenza, nel 2011-2012, e non si e' rivelato un successo". A IntelligoNews parla l'economista ed esponente della Lega Nord, Claudio Borghi, che spiega come ''il Fiscal Compact appariva sin dall'inizio assurdo nella sua applicazione perché portava un rientro forzato del debito indipendentemente dalle condizioni economiche: il rientro, che qualcuno può anche pensare una cosa giusta, implica un impoverimento del settore privato. Questo deve essere chiaro: se il debito pubblico viene ripagato, così come intende dal Fiscal Compact, significa che il denaro deve essere prelevato dal settore privato. E prelevare denaro dal settore privato – dice Borghi – significa, se si è in recessione, provocare ulteriore recessione''.

Fiscal compact, Borghi (LN): 'Gutgeld dovrebbe almeno darci un premio. Il Pd lo votò'
Claudio Borghi
Cosa pensa delle parole di Gutgeld secondo cui il Fiscal Compact andrebbe ripensato. Voi da anni dite che è un problema.

''Ci sono tante cose che noi da tempo diciamo essere un problema, penso al Bail-In bancario, il Fiscal Compact, le regole sull'immigrazione: dovrebbero almeno darci un premio...''

Quantomeno per la vittoria 'culturale' su temi come questi.

''Guardi, mi verrebbe da dire che la speranza, quando finalmente ci manderanno a votare, è che gli italiani riconoscano chi ha capito prima determinate cose e chi invece è corresponsabile del danno. Il fiscal compact non è che è caduto dal cielo, come il Bail-In bancario, ma è stato votato dal nostro Parlamento, e nello specifico dal Pd e da tutti gli altri partiti, meno che dalla Lega Nord. Anche se l'informazione non ci aiuta, tranne voi, spero che questa cosa venga riconosciuta'.'

Cos'è che introduce di nuovo e perché, per voi, è inaccettabile?


''Molto semplicemente, il Fiscal Compact appariva sin dall'inizio assurdo nella sua applicazione perché portava un rientro forzato del debito indipendentemente dalle condizioni economiche: il rientro, che qualcuno può anche pensare una cosa giusta, implica un impoverimento del settore privato. Questo deve essere chiaro: se il debito pubblico viene ripagato, così come intende dal Fiscal Compact, significa che il denaro deve essere prelevato dal settore privato. E prelevare denaro dal settore privato significa, se si è in recessione, provocare ulteriore recessione. Se tolgo soldi dai cittadini nel momento stesso in cui c'è un'economia che recede, non posso sperare che l'economia aumenti; e così facendo ottengo l'effetto opposto di quello che il Fiscal Compact propone, perché questo non è tarato sul debito in valore assoluto ma sul debito in rapporto al Pil. Quindi, in maniera molto semplice, se io attuo delle politiche di austerità in costanza di recessione, come fece Monti, il risultato è che il denaro prelevato dal settore privato abbatte il Pil in misura maggiore rispetto all'incasso e così il rapporto debito-Pil, invece di scendere, sale''.

Quindi una misura ancora più depressiva per l'economia?


''Fortemente depressiva e all'atto pratico è un po' come dire che se sto andando nella direzione sbagliata, accelero in quella direzione''.

Gutgeld, nel suo rapporto, spiega che tramite la Spending Review si sono risparmiati 30 miliardi. Ci crede?

''Innanzitutto non ci credo, ma se fosse così sarebbe eccezionalmente depressivo per il nostro Paese: in questo momento non dobbiamo tagliare la spesa, ma aumentarla. Ovviamente aumentarla per aumentarla non va bene, ma se vengono degli esercizi mirati ad individuare gli sprechi, e così facendo posso avere più denaro per mettere in circolazione investimenti ad alto valore aggiunto va benissimo. Ma dire semplicemente che taglio trenta miliardi di spreco, comporta una recessione ancora più forte. E le spiego perchè. Se oggi si pone la domanda 'quanta parte spendi del tuo stipendio', la stragrande maggioranza degli italiani dirà tutto; non mi pare sia un momento in cui si mettono da parte molti soldi. Supponiamo che si dia ad un disoccupato mille euro sprecando, per non fare nulla; questa persona, pur non facendo nulla di lavoro, spenderà tutti i suoi mille euro e questi arriveranno al settore privato, ai produttivi del settore che avranno un miglioramento delle loro condizioni e potranno, a loro volta, spendere di più rimettendo in circolo l'economia. Chiaramente non si fa qui l'elogio dello spreco, ed è evidente che se quei soldi vanno ad un ricercatore che scopre un'energia alternativa, i mille euro sono stati spesi meglio e la crescita dell'indotto della scoperta darà molto superiore. Macroeconomicamente parlando, se si vuole far crescere l'economia, in questo momento si deve lasciare più denaro nelle tasche dei cittadini, e questa cosa la si può ottenere o come meno tasse o con più spesa''.

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autore / Stefano Ursi
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