Morto Pino Pelosi, Dacia Maraini: "Lo incontrai dopo l'omicidio. Solo bugie su Pasolini""

21 luglio 2017 ore 14:19, Americo Mascarucci
E' morto Pino Pelosi,  detto "la rana", unico colpevole, secondo la magistratura, dell'omicidio dello scrittore e regista Pier Paolo Pasolini avvenuto all'Idroscalo di Ostia il 2 novembre del 1975. Pelosi dichiarò di aver ucciso Pasolini da solo, poi a distanza di anni si presentò in televisione per gridare la sua innocenza, dicendo di essersi assunto la responsabilità del delitto per paura che gli esecutori materiali dell'omicidio potessero far del male ai suoi genitori. Tuttavia non ha mai fornito elementi credibili tali da portare ad una revisione del processo. Ma chi era davvero Pelosi? E quali segreti porta con sè nella tomba in relazione all'omicidio dell'autore di Ragazzi di Vita? 
Intelligonews lo ha chiesto alla scrittrice Dacia Maraini  legata a Pasolini da profonda amicizia e che fu fra le prime ad incontrare Pelosi subito dopo l'omicidio cercando di conoscere la verità. La scrittrice ha anche accompagnato con una postfazione il libro Io, Angelo Nero scritto proprio da Pino Pelosi.
Morto Pino Pelosi, Dacia Maraini: 'Lo incontrai dopo l'omicidio. Solo bugie su Pasolini''

Quali segreti sull'omicidio Pasolini Pelosi porta nella tomba con sè?

"Francamente non lo so, perché lui ha sempre mentito. Ha mentito una prima volta quando ha detto che ad uccidere Pier Paolo era stato lui, e ha mentito una seconda quando ha detto di non essere lui l'assassino, che ad ucciderlo erano stati altri presenti sulla scena del delitto che lui però non conosceva. Credo invece li conoscesse molto bene. Che poi questa menzogna fosse motivata da paura o complicità non so dirlo".

Cosa non l'ha mai convinta sulla prima confessione di Pelosi, quella in cui si assume l'esclusiva paternità dell'omicidio?

"Fin dal primo momento non mi ha convinta perché, tanto per cominciare, lui non aveva addosso neanche una traccia del sangue di Pier Paolo. Pasolini è stato trovato in un bagno di sangue e, considerando che ad ucciderlo non è stato un colpo di pistola ma un corpo a corpo, la persona che si è scontrata con lui doveva per forza avere addosso tracce del suo sangue. Quando lo hanno preso con la macchina di Pasolini subito dopo il delitto era pulito, aveva i vestiti intatti, quindi abbiamo subito dedotto che non era stato lui e che sulla scena del delitto c'erano stati altri. Pelosi o è stato complice o è stato vittima di minacce e ricatti". 

Quante altre volte ha avuto occasione di incontrare Pelosi?

"Io l'ho incontrato soltanto una volta, dopo l'omicidio. Ho sperato fino all'ultimo che raccontasse la verità e che finalmente consentisse di fare piena luce sull'omicidio di Pier Paolo. Purtroppo questo non è avvenuto".

Premesso che sulla morte di Pasolini si possono azzardare solo ipotesi, qual è a suo giudizio la tesi più credibile?

"Pasolini dava fastidio a molti, non era solo un poeta ma era un poeta civile che credeva nell'impegno dello scrittore e si interessava alla realtà dell'Italia. Per me esistono due sole ipotesi: la vendetta della malavita, che ce l'aveva con lui perché frequentava ragazzi che vivevano nell'illegalità come appunto Pelosi, o la vendetta di chi teneva nascosti i segreti relativi alla morte del presidente dell'Eni Enrico Mattei. Pasolini disse pubblicamente di sapere chi aveva ucciso Mattei ma di non avere le prove. Uno che dice una cosa del genere in un certo senso fa capire di essere a conoscenza di segreti irrivelabili, esponendosi quindi al concreto rischio di essere ucciso. Cosa che poi è avvenuta".

Quindi si sente di escludere l'omicidio a sfondo omosessuale?

"Non esiste al mondo, non ho mai creduto a questa ipotesi. Pelosi quando ha ritrattato e detto che non c'entrava, ha anche riferito che c'erano altre quattro o cinque persone sul luogo del delitto; quindi dove sta l'omicidio a sfondo omosessuale? Per altro Pier Paolo non era affatto aggressivo come si è voluto far credere, altra ragione che rende del tutto inverosimile la prima versione fornita da Pelosi".

Lei che è stata amica di Pasolini, qual'è il ricordo più bello che ha di lui?

"Ricordo la sua gioia di vivere e i viaggi che abbiamo fatto insieme, momenti davvero stupendi e indimenticabili. Ne abbiamo fatti tantissimi, una quindicina fra l'Africa, lo Yemen e l'Afghanistan, paesi bellissimi che all'epoca era ancora possibile visitare". 







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