Legalizzazione cannabis, Meluzzi: "Caro Cantone, genera reati anche se legale"

21 marzo 2017 ore 16:04, Andrea De Angelis
Una posizione, la sua, destinata a far discutere proprio nella settimana in cui alla Commissione giustizia della Camera approda la proposta per rendere libera la coltivazione, la lavorazione e la vendita della droga leggera. Il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone afferma: "Mi pongo una domanda, anche se non sono in grado di dare una risposta: una legalizzazione di una droga controllata, anche nelle modalità di vendita, non potrebbe avere effetti migliori rispetto allo spaccio che avviene alla luce del giorno nella totale e assoluta impunità e che riguarda amplissime fasce della popolazione giovane?". Cantone è intervenuto al forum web Agi "Viva l'Italia" e ha parlato, come riporta Repubblica, anche delle proposte di legalizzazione della cannabis. "È un po' un'ipocrisia all'italiana, ci nascondiamo dietro il proibizionismo sapendo che quelle norme sul proibizionismo servono a riempire le carceri, di extracomunitari in gran parte, e nessuno si preoccupa del perché il fenomeno cresce". IntelligoNews ha chiesto un commento allo psichiatra Alessandro Meluzzi...

Cantone riapre il dibattito sulla legalizzazione di una droga controllata, puntando il dito contro lo spaccio. Ha ragione?
"Penso che si tratti di un'autentica cantonata e lo dico per tre motivi. Il primo è che un magistrato che da sempre si è occupato di narcotraffico, ovvero Gratteri, ha sempre detto no a qualunque forma di liberalizzazione o statalizzazione del mercato. Questa è la prima considerazione da fare. La seconda è che le droghe di Stato dal punto di vista degli effetti sul cervello e sul corpo non sono migliori di quelle spacciate illegalmente. Anzi, noi sappiamo che l'aumento di disponibilità di sostanze produce un aumento di consumo". 

Legalizzazione cannabis, Meluzzi: 'Caro Cantone, genera reati anche se legale'
La terza?

"La terza considerazione riguarda quali droghe. Se Cantone pensa di legalizzare la cannabis, ricordiamo che questa è una sostanza psicodislettica, che produce fenomeni di alterazione della mente, che altera la percezione dello spazio-tempo. Sarebbe una buona cosa che persone sotto l'effetto della cannabis possano guidare un camion? O semplicemente un'automobile, magari il sabato sera? Vi è poi un'altra considerazione. Avremmo un mercato legale per i maggiorenni, uno illegale per i minorenni e alla fine non ci sarebbe nessuna soluzione". 

Cantone ha parlato del proibizionismo come di una ipocrisia tutta all'italiana, perchè queste norme "servono a riempire le carceri, di extracomunitari in gran parte, e nessuno si preoccupa del perché il fenomeno cresce". Come risponde?
"Intanto non sappiamo quanto crescerebbe in presenza di disponibilità delle sostanze, ma poi vorrei chiedergli quali sostanze intenderebbe legalizzare. Per esempio il crack che comincia a distruggere il cervello dopo una sola somministrazione? O l'eroina, o la cocaina? Si immagina lei dei posti dove si vende questa roba?". 

Non è questo, da Repubblica leggiamo che il riferimento era alla cannabis. 
"Se si parla di cannabis, la risposta è già stata data. Se liberalizzasse la cannabis avremmo comunque un solo effetto: la diminuzione del costo di altre sostanze come le pillole, la cocaina o gli psicostimolanti che il mercato immetterrebbe in modo massiccio vista la diminuzione del reddito da cannabis. L'effetto sarebbe cioè la spinta per interi gruppi di giovani verso il consumo di sostanze più pericolose. Il mercato non è stupido, anzi è più furbo e buona parte dell'attuale mercato che si ferma sulla cannabis andrebbe su sostanze più pericolose". 

Lei dice che il mercato non è stupido, ma a che punto invece è la conoscenza da parte degli italiani? Se ne parla a sufficienza e bene?
"Spesso non si parla d'altro, ma se ne parla sempre con un basso livello di competenza. Si ha una conoscenza bassissima della farmacologia, degli effetti psicoattivi delle droghe, di come influenzino il comportamento. Anche di come favoriscano l'esecuzione dei reati, perché vorrei ricordare al dottor Cantone che le carceri è vero che sono piene di persone che c'entrano con la droga, ma non perché solo consumatori. Bensì per reati connessi alla somministrazione di droghe, comprese rapine, violenze, aggressioni, furti di appartamento. Se uno è strafatto di cocaina, fosse anche di Stato, va a fare una rapina o uno stupro pure se la sostanza anziché arrivare dal mercato illegale viene dalla tabaccheria". 


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