Ischia, parla Pirozzi: "No paragoni con Amatrice. Il dopo Errani deve essere così"

22 agosto 2017 ore 14:47, Americo Mascarucci
Sembra un brutto scherzo del destino, eppure il terremoto ad Ischia arriva a poche ore dall'anniversario del tragico sisma che il 24 agosto 2016 devastò Amatrice e il Centro Italia. La terra ancora una volta ha colpito nel periodo di maggior afflusso turistico, abbattendosi su una zona molto frequentata nel periodo estivo dove il numero delle presenze è destinato ad aumentare in maniera esponenziale. Un'altra ferita per l'Italia che ancora non si è ripresa dallo choc di un anno fa. Ischia come Amatrice? Come hanno reagito nei comuni del Centro Italia alla notizia che il "mostro" è tornato a colpire seppur a debita distanza? Intelligonews lo ha chiesto al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi.
Ischia, parla Pirozzi: 'No paragoni con Amatrice. Il dopo Errani deve essere così'

Ad un anno dal tragico evento sismico che ha devastato il suo comune, cosa prova per Ischia? Ha rivissuto lo stesso incubo e magari intravisto le stesse responsabilità dietro i crolli e le devastazioni di queste ultime ore?

"Naturalmente siamo vicini ad Ischia e alle zone colpite in queste ore, esprimendo il cordoglio per le vittime e i loro familiari. Ma sicuramente siamo di fronte ad un evento molto diverso da quello di Amatrice dove l'intensità delle scosse è stata di gran lunga maggiore di quella che si è registrata stanotte e dove anche i danni sono stati di proporzioni molto più ingenti. Qui la distruzione è stata totale. Ciò non toglie che un terremoto resti sempre un evento drammatico. Cercare responsabilità adesso non mi sembra opportuno. Io posso solo dire di sentirmi vicino a chi ha perso i familiari o è rimasto senza casa, oltre che al sindaco che so perfettamente quale stato d'animo sta vivendo adesso di fronte alla perdita di vite umane. Poi certo sarebbe il caso che si pensi a misure adeguate e a risorse aggiuntive, per fare in modo che quando un cittadino costruisce o ristruttura una casa, pensi innanzitutto alla sicurezza prima che al bene di per sè, soprattutto in zone già interessate da eventi analoghi nei secoli passati".

A distanza di un anno qual è la situazione ad Amatrice e cosa chiedete ancora? Si parla di 20 anni per ricostruire?

"La vera ricchezza è stata la vicinanza del popolo italiano. Noi qui abbiamo resistito senza niente, senza piangerci addosso e rimboccandoci le maniche. Oggi hanno riaperto diversi negozi, cinque ristoranti, un supermercato, stiamo lavorando grazie all'intervento del Coni e del presidente Malagò che ringrazio di cuore alla ricostruzione del Palazzetto dello sport e del campo sportivo. La vita insomma sta riprendendo"

Errani ha lasciato l'incarico di commissario per la ricostruzione, dicendo che la responsabilità andrebbe data ai territori. E' quello che chiedete anche voi?

"Bisognerebbe capire cosa intende lui per territori. Se avesse detto i sindaci sarei stato più contento. Temo che per territori lui intenda le regioni. Intendiamoci, io non ce l'ho con Zingaretti con cui ho un ottimo rapporto, ma le regioni non hanno la sensibilità e la conoscenza dei territori". 

Ma senza un'interfaccia diretta con il Governo garantita dalla figura del commissario chi garantirebbe il corretto svolgimento delle procedure evitando il rischio di ritardi nella ricostruzione?

"Bisogna nominare un commissario tecnico, non politico, che si occupi esclusivamente della parte tecnica, e quattro sub commissari da individuare in un sindaco per ognuna delle quattro regioni colpite dal sisma che abbia nel proprio comune la zona rossa. Chi vive il territorio è in grado di dare un contributo determinante sugli interventi che il commissario andrà a fare. La Regione già come soggetto attuatore ha tanti problemi da risolvere".

Agli abitanti delle seconde case che vorrebbero tornare ad Amatrice cosa risponde?

"Che già cinque giorni dopo il terremoto dissi che doveva essere previsto il 100% del danno anche per le seconde case e questo risultato è stato raggiunto. Purtroppo il percorso è lungo, vanno fatte le perimetrazioni e queste devono essere approvate dalla Regione. Ci sono tempi tecnici che non dipendono da noi. Ma il fatto che il danno sia stato riconosciuto al 100% è sicuramente un risultato importante dal momento che non era affatto facile ottenerlo viste anche esperienze negative precedenti. Ma come detto il terremoto di Amatrice è stato unico nel suo genere".

A distanza di un anno, a chi va oggi il suo pensiero?

"Ai tanti amici che quella notte hanno perso la vita e non ci sono più. Il loro ricordo lo porterò con me per tutta la vita"





 
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